La liquidità nel trading è la massa di ordini disponibile che permette al prezzo di muoversi: studiarla prima di operare significa capire se dietro un movimento c’è davvero il supporto dei grandi operatori o solo rumore. In questo articolo, partendo dal video, spiego come prendere decisioni di trading studiando la liquidità a supporto del trend, con tre indizi concreti che si leggono ogni mattina sul grafico. Non basta operare: serve un lavoro costante di ricerca per capire come i mercati si sviluppano e quali tracce lascia la liquidità quando i large trader entrano in gioco.
Che cos’è la liquidità nel trading e perché studiarla?
Nel trading professionale la differenza tra un’operazione casuale e una decisione strategica sta nella capacità di analizzare il mercato prima di entrare in posizione. Come insegna Van Tharp, per ottenere risultati consistenti è necessario comprendere a fondo il funzionamento dei mercati di riferimento. La liquidità nel trading è proprio l’elemento che dà senso a questo studio: un mercato in trend è tale perché una certa massa di liquidità è configurata in una direzione precisa.
L’attività di trading si divide quindi in due componenti: una parte concentrata sull’operatività vera e propria e un’altra, altrettanto importante, dedicata allo studio di come i mercati si sviluppano. Questo lavoro di ricerca non si ferma mai. Per inquadrare il contesto, è utile sapere prima come funziona un trend nel Forex e quali sono i principali schemi di prezzo che ne accompagnano lo sviluppo.
Come si valuta la direzione del trend e la liquidità a supporto?
Il primo elemento da valutare ogni mattina all’apertura dei grafici è duplice: dobbiamo identificare sia la direzione del trend sia la presenza effettiva di liquidità a supporto di quel movimento. Sono due informazioni che insieme dicono se vale la pena restare sul mercato.
Come identificare la direzione. Il punto di partenza è il riconoscimento del punto di reazione, il cosiddetto pivot. Quando il mercato sviluppa un pivot, questo costituisce un indizio sufficiente per anticipare lo sviluppo del trend. Dal punto di reazione il mercato può sviluppare una tendenza: non è una certezza, ma è altamente probabile.
Come misurare la presenza di liquidità. Una volta identificato il punto di reazione, definiamo la “scatola” (congestione) all’interno della quale il mercato sta lavorando. Quando il prezzo mette il muso fuori dalla congestione, significa che c’è stata liquidità a supporto: i large trader hanno immesso volume sufficiente per spingere il prezzo oltre un’area che normalmente lo teneva bloccato.
Il nostro compito come trader retail è studiare il comportamento dei large trader: quando loro muovono la liquidità, dobbiamo prenderne nota, perché noi non abbiamo la capacità di spostare il mercato e loro sì. Quindi quando lo spostano, noi seguiamo la liquidità. Questo principio è lo stesso che descrive come nasce un trend nel Forex partendo dal punto di reazione.
Lo strumento della Teoria di Dow. Per capire se la liquidità a supporto del trend è tanta, poca o completamente eliminata, utilizziamo la teoria di Dow, spiegata in modo magistrale nel libro di John Murphy “Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari”. Un mercato in trend sviluppa prese di profitto ridotte, entro il 33% o al massimo entro il 50%.
Dopo aver ottenuto una conferma, misuriamo le prese di profitto tra la barra precedente e quella nuova:
- se superano il 50%, significa che la liquidità è stata completamente pareggiata o incassata: chi ha supportato lo sviluppo del trend ha anche messo all’incasso;
- se restano limitate (entro il 33% o al massimo il 50%), significa che la liquidità resta a supporto della tendenza.
Questo primo indizio si completa in pochi secondi: basta aprire il grafico, misurare le prese di profitto e capire se c’è o no liquidità e se esiste una direzione chiara.
Perché i dati notturni sono decisivi per leggere la liquidità?
Il secondo indizio è fondamentale e consiste nello studio dei dati notturni. Questi dati danno un’indicazione molto chiara di come la liquidità si è mossa durante la notte, soprattutto su mercati come il dollaro/yen che lavorano bene anche nelle ore notturne. I dati notturni sono necessari per decidere in che modo operare la mattina, perché guidano la scelta dello strumento operativo da utilizzare.
Quando c’è forte spinta di liquidità notturna. Il mercato presenta le condizioni ideali per lavorare con segnali di breakout. In questo caso possiamo posizionare ordini buy stop direttamente sulla buy zone. Lo stop è piccolo, quindi il rischio è limitato. Se il mercato sviluppa la reazione esplosiva, copriamo il rischio, mettiamo lo stop a pareggio e poi proseguiamo con la gestione.
Quando i dati notturni mostrano debolezza o caos. Il mercato è più caotico, più sporco, la liquidità è minore. In questi casi non possiamo lavorare con un segnale di breakout sulla buy zone, ma dobbiamo lavorare con il pullback interno. Sono due segnali completamente diversi e leggere male questo indizio è uno degli errori più costosi.
Come si usano le soglie del 33% e 50% nella timeline operativa?
Il terzo elemento chiave riguarda l’applicazione pratica dei livelli del 33% e del 50% non solo per misurare la liquidità, ma anche per determinare i punti strategici di reazione del mercato. Le stesse soglie che leggono la presenza di liquidità diventano i prezzi dove la tendenza può riprendere fiato.
La doppia funzione dei livelli. Le soglie del 33% e 50% posizionate sulla barra giornaliera hanno una duplice funzione. Non solo permettono di confermare o meno la presenza di liquidità, ma costituiscono anche i punti sui quali il mercato potrà andare a confermare un pullback interno. Queste due aree sono i prezzi dove il mercato può reagire e dove un pullback arrivato in quella zona assume un certo valore strategico. È un’applicazione diretta delle variazioni di range all’interno della giornata.
La timeline del pullback interno. Quando i dati notturni non supportano un lavoro di breakout, dobbiamo seguire una sequenza di eventi precisa:
- una volta ottenuto il punto di direzione (l’ultimo disponibile nella zona notturna), arriviamo alle 6 del mattino e apriamo i grafici;
- il nostro compito è aspettare il primo pullback, che non costituisce opportunità ma serve per contestualizzare;
- poi andiamo a determinare il primo pullback e lavoriamo sul secondo;
- il secondo pullback si può gestire con un ordine buy limit su determinate soglie, oppure entrando al mercato nel momento in cui il pullback si allinea.
Il rapporto rischio/rendimento. Usando i livelli del 33% e 50% possiamo anche dividere l’area notturna per valutare i punti di reazione validi per posizionare un ordine. Ad esempio, posizionando l’ordine al 33% potremmo dover definire uno spazio di almeno 15 pip, meglio un po’ di più, anche 25 pip, per posizionarci appena oltre la sell zone. In questo modo definiamo gli spazi operativi e calcoliamo il rischio con precisione. Per consolidare la lettura dei singoli prezzi è utile rivedere anche le barre di trend.
Perché il lavoro di ricerca sulla liquidità non finisce mai?
Tutto questo sistema funziona perché prestiamo attenzione al funzionamento dei nostri mercati. Quando valutiamo il contesto rispetto a ciò che il mercato fa e ripete per funzionare, i conti tornano sempre. Una volta capito come i nostri mercati lavorano, a quel punto li sfruttiamo anche per generare profitto. Ma in prima battuta serve un lavoro di ricerca serio.
Significa prendere nota quotidianamente di questi dettagli, inserirli in un foglio Excel, annotarli anche su un quaderno fisico. Nonostante passino gli anni, è fondamentale continuare a prendere nota, perché di tanto in tanto si può dimenticare un dettaglio e serve stare sempre sul pezzo, mantenere il contatto con questi elementi che sono diversi e numerosi. Il lavoro di ricerca va avanti sempre, ogni giorno.
Dobbiamo chiudere la sessione di trading soddisfatti perché abbiamo svolto un buon lavoro di ricerca e poi magari anche un buon lavoro operativo. Ma il buon lavoro non si limita al risultato di un profitto: possiamo chiudere ottime giornate di trading anche senza operare, perché abbiamo raccolto tanti indizi. Poi, una settimana, arriva quel segnale perfettamente compatibile e otteniamo anche un profitto. Più lo facciamo, più diventiamo capaci e competitivi. Tutto questo si inserisce nel quadro più ampio di come funziona il trend following.
Come si prendono decisioni di trading basate sui dati?
Le decisioni di trading si prendono sulla base dei dati. È il mercato che ci dice cosa dobbiamo fare e cosa possiamo fare. Non dobbiamo inventare nulla: basta prestare attenzione al funzionamento del mercato e alla liquidità che lo muove. Per chi vuole un riferimento di base sul concetto di liquidità dei mercati, è utile la voce Liquidity su Investopedia.
Ogni operazione va documentata: quanto vale il segnale, quanto rischio esponiamo, quanto spazio ci serve. Tutte queste riflessioni vanno registrate nel foglio Excel dove continuiamo a raccogliere i dati di ogni operazione. In questo modo possiamo valutare a posteriori le nostre scelte, riconsiderare gli stop e definire a fine giornata o fine settimana un profitto che effettivamente è possibile sul mercato. La chiave del successo nel trading sta proprio in questo approccio metodico: studiare i tre indizi fondamentali ogni mattina, documentare ogni decisione e costruire giorno dopo giorno una conoscenza sempre più profonda del comportamento dei propri mercati di riferimento (Eur/Usd, Gbp/Usd, Usd/Jpy, Xau/Usd, Xag/Usd, SP500).
Domande frequenti sulla liquidità nel trading
Che cos’è la liquidità nel trading?
La liquidità nel trading è la quantità di ordini disponibile sul mercato che consente al prezzo di muoversi senza scarti eccessivi. Quando è abbondante, gli ingressi e le uscite avvengono in modo fluido; quando manca, il mercato diventa caotico e gli spread si allargano. Studiarla aiuta a capire se un movimento ha vero supporto o è solo rumore.
Come si studia la liquidità a supporto di un trend?
Si parte dal punto di reazione (pivot) e dalla congestione: quando il prezzo esce dalla “scatola” significa che c’è stata liquidità a supporto. Poi si misurano le prese di profitto con la Teoria di Dow. Se restano entro il 33-50% la liquidità è ancora a supporto della tendenza; se superano il 50% è stata in larga parte incassata.
Perché i dati notturni contano per la liquidità nel trading?
I dati notturni mostrano come la liquidità si è mossa nelle ore precedenti l’apertura, soprattutto su coppie come Usd/Jpy. Una forte spinta notturna apre a segnali di breakout con buy stop sulla buy zone; dati deboli o caotici impongono invece di lavorare sul pullback interno. È l’indizio che determina lo strumento operativo da usare.
Cosa indicano i livelli del 33% e del 50%?
Sono le soglie con cui la Teoria di Dow misura le prese di profitto: prese ridotte entro il 33-50% segnalano liquidità ancora a supporto. Le stesse soglie, posizionate sulla barra giornaliera, indicano anche i prezzi dove il mercato può confermare un pullback interno, diventando punti operativi per posizionare gli ordini e calcolare il rischio.
Si può fare una buona giornata di trading senza operare?
Sì. Una buona giornata può consistere nel raccogliere dati e indizi sulla liquidità anche senza aprire posizioni. Documentare il comportamento del mercato costruisce consapevolezza e prepara il terreno: quando arriva il segnale compatibile, l’ingresso è più solido e a basso rischio.
I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente formativo e informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. Le soglie e i livelli citati (ad esempio le prese di profitto entro il 33-50% o gli spazi in pip) sono valori indicativi a fini didattici e non costituiscono garanzia di risultati futuri. Il trading comporta un rischio concreto di perdita del capitale.
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