Imparare come creare un asset finanziario con il trading significa progettare un’attività che produce reddito nel tempo, non una semplice serie di operazioni a caso. Un asset finanziario, in questo senso, è il risultato di un piano di trading testato unito a un trader preparato a eseguirlo: si costruisce prima, si valida con i dati e poi si mette in opera a mercato reale. È un asset di proprietà intellettuale, perché il suo valore nasce sia dal piano sia dalla persona che lo gestisce.
Per capire il concetto, possiamo vedere la cosa in questi termini. Il piano di trading equivale a un brano musicale: il suo autore ne detiene i diritti, ma il brano può essere eseguito, con gli opportuni arrangiamenti, sia dall’autore sia da altri artisti. Il risultato dell’esecuzione sarà sempre diverso, perché ogni artista lo interpreta a modo proprio. Nel trading vale lo stesso: dieci trader con lo stesso piano producono dieci risultati diversi.
Diventa chiaro pertanto che il piano indica solo una direzione operativa e che i risultati di un asset finanziario dipendono in larga parte dalla persona. Il piano deve essere progettato nel migliore dei modi e ottimizzato per funzionare correttamente, ma il valore di un asset dipende dal suo esecutore. Il trader, quindi, è posto al centro del suo asset finanziario. Se vuoi prima inquadrare il significato del termine, leggi cosa sono gli asset finanziari; qui ci concentriamo invece su come costruirne uno.
Da dove parto per creare un asset finanziario?
È necessaria prima di tutto una preparazione generale: servono competenze previsive e gestionali. Prima di tutto bisogna decidere su cosa lavorare dal punto di vista previsivo. Esistono molti contesti strategici di grande valore, ma è necessario svolgere un lavoro di ricerca e pianificazione preventivo, per far emergere i dati con cui costruire il piano di trading. Senza questa base, non c’è asset che tenga.
Quali metodi previsivi uso per scegliere il contesto?
Per catalogare i contesti strategici con un potenziale studio le ricorrenze a basso rischio, sia di tipo sistemico sia non sistemico. Emergono così una serie di schemi di prezzo in grado di produrre variazioni di mercato più o meno ampie. Ogni schema ha una storia e offre prospettive diverse. Per esempio una congestione giornaliera di oltre dieci barre è in grado di produrre variazioni di medio e lungo termine. Conoscendo questa storia è possibile definire regole gestionali precise, capaci di sfruttare al meglio quel potenziale. Per approfondire ti rimando agli schemi di prezzo e alla struttura delle tendenze.
Con una congestione di oltre dieci barre è controproducente lavorare con un obiettivo di breve e medio termine, perché è possibile sfruttare una variazione più ampia. Allo stesso modo non è possibile definire regole per un profitto di lunghissimo termine, perché quello schema non produce tendenze così estese. Studiare il proprio mercato di riferimento serve proprio a operare in modo compatibile con la realtà. Sul tema delle ampiezze ti può aiutare l’articolo dedicato alle variazioni di range.
Dopo aver studiato gli schemi e le possibilità che sono in grado di produrre, è necessario scegliere un singolo schema per misurarne l’efficacia all’interno di un piano di trading. Conoscere lo schema e l’entità delle variazioni non basta, perché esistono altre variabili. Per esempio sappiamo che coppie come EurUsd e GbpUsd producono tendenze in orari comodi agli europei, mentre UsdCad, AudUsd e UsdJpy sviluppano tendenze interessanti in altri orari. Le coppie Jpy, poi, sviluppano tendenze più veloci e complesse, spesso con diverse false rotture. Per ogni mercato bisogna essere preparati a superare le problematiche tipiche di quella gestione.
Come garantisco spese limitate alla gestione?
Ripeto spesso che un bravo trader è capace prima di tutto di garantire spese limitate alla propria gestione. L’obiettivo è il profitto, ma i risultati si trovano appena oltre le spese e le problematiche previste in ogni gestione. Le opportunità infruttuose possono essere ridotte, non evitate del tutto. Anzi, ogni nuova gestione parte sempre con una serie di spese: la cosa migliore è superarle senza accumulare pesi. È qui che la disciplina del money management nel trading entra in gioco.
Dopo aver selezionato lo schema di prezzo migliore ne studiamo le possibilità, per adattare la gestione. Da un contesto di mercato possono emergere reazioni con potenziale e senza potenziale. Quando non rileviamo un potenziale, operiamo direttamente per garantire spese limitate. Il sistema per determinare la presenza di un potenziale è molto semplice: una giornata che sviluppa una variazione di mercato indicativa di circa 50-80 pip segnala la presenza di un potenziale e quindi una possibile continuazione del trend. Questo perché, quando i large trader trovano liquidità a supporto, il mercato si muove e si allontana in una direzione precisa.
Come do tempo e spazio alle opportunità migliori?
Le opportunità che indicano la presenza di un potenziale non sono un assegno in bianco. Il potenziale a volte si esprime pienamente, altre volte no. Tuttavia, per far sviluppare un trend serve tempo. Mentre le opportunità infruttuose vengono regolate subito garantendo piccole spese, le opportunità con potenziale hanno bisogno di tempo per maturare. Questa pazienza selettiva è una parte centrale di come creare un asset finanziario solido.
Possiamo dare tempo al mercato solo se il rischio viene ridotto o annullato. Grazie a questo lavoro siamo in grado di sfruttare il tempo come un alleato. Come insegna Larry Williams nei suoi segreti del trading di breve termine, questo costituisce per il trader un grandissimo vantaggio. Una volta ridotto o annullato il rischio, è sufficiente attendere una risposta dal mercato: quando è favorevole, il lavoro svolto si traduce in un profitto rilevante.
Come creare un asset finanziario che diventa stabile?
La gestione deve essere ottimizzata e serve uno storico. Oggi, con le moderne tecnologie, è possibile velocizzare tutto il processo grazie ai backtest: si progetta il piano, si fanno le simulazioni e si ottiene un buon asset con pochi mesi di lavoro. Questo approccio strutturato è ben descritto anche nel metodo TFB, che organizza la fase previsiva e quella gestionale in un percorso coerente.
L’asset, per diventare stabile, richiede una messa in opera costante a mercato reale e un’ottimizzazione periodica, ma è già pronto a fare un buon lavoro anche subito dopo i backtest. Questa, in sintesi, è la strada per creare un proprio asset finanziario affidabile e duraturo. Per un inquadramento generale del concetto di attività che genera valore, puoi consultare la voce financial asset su Investopedia.
Domande frequenti su come creare un asset finanziario
Che cosa si intende per asset finanziario nel trading?
Nel trading un asset finanziario è un’attività progettata che produce reddito nel tempo: un piano di trading testato unito a un trader preparato a eseguirlo. Capire come creare un asset finanziario significa proprio costruire questo processo ripetibile, non puntare su una singola operazione.
Quali competenze servono per creare un asset finanziario?
Servono due competenze complementari: quella previsiva, per scegliere il contesto strategico e lo schema di prezzo giusto, e quella gestionale, per garantire spese limitate e dare tempo alle opportunità con potenziale. Senza entrambe l’asset non regge.
Quanto tempo serve per costruire un asset finanziario stabile?
Con i backtest si può progettare un piano e ottenere un buon asset anche in pochi mesi di lavoro. Per renderlo stabile, però, serve una messa in opera costante a mercato reale e un’ottimizzazione periodica nel tempo.
Qual è la differenza tra operare e costruire un asset finanziario?
Operare senza un asset significa decidere a intuito, con spese fuori controllo e risultati incostanti. Costruire un asset significa partire da uno schema testato, con regole gestionali definite, un processo ripetibile e spese limitate.
Perché il trader è al centro dell’asset finanziario?
Perché dieci trader con lo stesso piano producono dieci risultati diversi: il piano indica solo una direzione operativa, ma il valore reale dipende da chi lo esegue. Per questo l’asset è anche un bene di proprietà intellettuale legato alla persona.
I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente formativo e informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. I valori citati (ad esempio variazioni indicative di 50-80 pip o le tempistiche di costruzione di un asset) sono riferimenti didattici e non costituiscono garanzia di risultati futuri. Il trading comporta un rischio concreto di perdita del capitale.
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