La struttura delle tendenze è lo schema ricorrente con cui i mercati finanziari costruiscono ogni trend: una sequenza precisa di quattro fasi che si ripete in modo ciclico, indipendentemente dal mercato e dal time frame. Conoscere questa struttura permette di operare nella direzione dei large trader, cioè dei grandi investitori la cui liquidità muove davvero i prezzi. In questo articolo, partendo dal video, vediamo come si compone la struttura delle tendenze e come misurare l’equilibrio fra posizioni long e short usando la Teoria di Dow.
Che cos’è la struttura delle tendenze nei mercati?
I mercati finanziari da sempre configurano le tendenze nello stesso modo. Si tratta di strutture precise divise in 4 fasi, che si ripetono in modo ciclico. È possibile inoltre misurare l’equilibrio fra posizioni long e short utilizzando la Teoria di Dow. Tale teoria spiega che un mercato in trend configura prese di profitto ridotte, fra un ciclo ed un altro.
Le tendenze assumono livelli di importanza diversi in base al time frame. Una tendenza su time frame mensile indica la direzione della tendenza primaria, mentre una tendenza sul time frame a 5 minuti indica un evento di portata estremamente ridotta e trascurabile. Pertanto l’analisi deve partire sempre dai time frame alti — annuale, triennale, mensile, settimanale e giornaliero — per determinare la direzione della tendenza primaria e lo stato dei cicli di mercato sui singoli time frame.
Come si struttura una tendenza nel mercato del forex?
Ogni tendenza si struttura in 4 fasi distinte. Come si vede nell’infografica abbiamo una prima fase costituita dal segmento di trend, una seconda fase costituita dal collasso in trend e poi una terza fase costituita dalla fase correttiva. La quarta fase indica infine il collasso in contro trend. Questa sequenza è la spina dorsale della struttura delle tendenze e si ripete ad ogni ciclo di mercato.
Il completamento della quarta fase, in presenza di prese di profitto ridotte (33%), tende ad anticipare lo sviluppo di un nuovo segmento di trend. Un aumento delle prese di profitto superiore al 50%, invece, tende ad anticipare un’inversione di tendenza. Questo è il dettaglio che distingue una correzione sana da un’inversione vera e propria.
Tali principi sono validi per ogni tendenza, su tutti i mercati finanziari. Nel mercato del forex la dinamica è particolarmente chiara, grazie alla grande liquidità presente. Su altri mercati può risultare meno nitida, ma costituisce comunque la base di come si sviluppa un trend. Se vuoi vedere come questa struttura si traduce sul grafico operativo, è utile l’approfondimento su come funziona un trend nel forex e sui suoi passaggi di fase.
Quindi lavoriamo costantemente per misurare le prese di profitto di una fase correttiva, in attesa di un collasso in controtrend, per anticipare la fase del segmento di trend. La prima fase di un ciclo di mercato, costituita dal segmento di trend, è la fase in cui il trader accumula i profitti. Si studia perciò la fase correttiva per prendere posizione e anticipare lo sviluppo del segmento di trend.
Il segmento di trend può sviluppare 2-3 barre di trend su mercati come EurUsd e GbpUsd, prima di configurare il collasso in trend, che poi anticipa la fase correttiva. Si tratta di un ritmo circolare, che il trader deve imparare e seguire per mettere in opera un buon trading. La capacità di leggere questa ciclicità è ciò che permette di operare nella direzione dei large trader anziché contro di essi.
La fase del segmento di trend configura una tendenza lentamente: sviluppa la variazione maggiore, ma il mercato avanza con calma. Significa che è possibile operare con un rischio limitato. La fase correttiva, al contrario, tende a svilupparsi piuttosto velocemente. Per concludere, il trader deve studiare l’anzianità del segmento di trend, per chiudere gli ordini prima del collasso in trend.
Come leggere le prese di profitto dei large trader?
Un mercato in trend è tale perché una certa massa di liquidità è configurata in una certa direzione. Finché i large trader ne supportano lo sviluppo, le prese di profitto che rileviamo restano ridotte: finché c’è supporto alla liquidità, nessun grande investitore mette all’incasso. Una volta giunti alla fase di esaurimento, invece, si vedono gli effetti delle prese di profitto massicce. È così che la struttura delle tendenze rivela quando un trend ha ancora carburante e quando sta per girare.
Misurare le prese di profitto a fine correzione è quindi un piccolo dettaglio che fa la differenza nell’intera gestione. Non operiamo mai sulla base di questa sola informazione, ma la usiamo per completare un lavoro previsionale più ampio. Per affinare la lettura del grafico consiglio di studiare anche gli schemi di prezzo nel forex e l’analisi tecnica sui grafici a barre, perché così è possibile maturare una comprensione più ampia di come si comportano i large trader.
Come fare trend following sfruttando il tempo come alleato?
Per realizzare profitti elevati con il trading è necessario anticipare ampie tendenze. Più sono ampie le variazioni di mercato, più ampi saranno i profitti di conseguenza. Con un approccio di trend following è possibile operare con un rischio limitato e poche opportunità di elevata qualità nel corso dell’anno. Tutto parte dalla comprensione della struttura delle tendenze: senza quella mappa, l’operatività resta casuale.
Il trend following utilizza il tempo come un alleato. Per far sviluppare una tendenza servono giorni o settimane, e per concedere questo tempo al mercato è necessario gestire prima il rischio. La gestione del rischio è una componente fondamentale per chi fa trading, perché dà accesso alle opportunità che generano il maggior profitto. Per un’introduzione ordinata al tema, una lettura utile è la voce Risk Management su Investopedia.
Un buon trader è capace prima di tutto di gestire le problematiche di tutti i giorni, per tradurle in piccole spese. Quando il trader riesce a fare questo, accede anche alle tendenze per realizzare profitti sufficientemente ampi. La maggior parte delle tendenze nasce dalle congestioni nel mercato del forex, e imparare a riconoscere la presenza di liquidità a supporto è una fase del lavoro molto importante per chi fa trend following.
Questi principi affondano le radici nella scuola classica dell’analisi tecnica. Per inquadrare il contesto teorico più ampio da cui deriva tutto, leggi come funziona il trend following, la guida-madre che lega insieme struttura di mercato, gestione del rischio e disciplina operativa.
Domande frequenti sulla struttura delle tendenze
Quali sono le 4 fasi della struttura delle tendenze?
La struttura delle tendenze si compone di quattro fasi cicliche: il segmento di trend (dove il trader accumula profitti), il collasso in trend, la fase correttiva e infine il collasso in controtrend, che anticipa un nuovo segmento di trend.
Perché le prese di profitto contano nella struttura delle tendenze?
Perché misurano il supporto dei large trader. Finché la liquidità sostiene il trend le prese di profitto restano ridotte (entro il 33%); quando superano il 50% indicano che i grandi investitori stanno chiudendo, segnalando una possibile inversione.
La struttura delle tendenze vale solo per il forex?
No. Vale per ogni mercato finanziario, perché descrive una dinamica di liquidità necessaria a qualsiasi trend. Nel forex risulta semplicemente più chiara, grazie all’elevata liquidità che rende le quattro fasi più leggibili sul grafico.
Come si usa la struttura delle tendenze per operare con i large trader?
Si studia la fase correttiva per misurare le prese di profitto e prendere posizione prima del nuovo segmento di trend. In questo modo si opera nella direzione della liquidità dei grandi investitori, anziché contro di essa.
Quanto dura una fase della struttura delle tendenze?
Dipende dal time frame. Il segmento di trend avanza lentamente e può sviluppare 2-3 barre di trend su coppie come EurUsd e GbpUsd, mentre la fase correttiva tende a svilupparsi più velocemente. Sui time frame alti i cicli durano molto più a lungo.
I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente formativo e informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. Le soglie e i livelli citati (ad esempio le prese di profitto entro il 33-50%) sono valori indicativi a fini didattici e non costituiscono garanzia di risultati futuri. Il trading comporta un rischio concreto di perdita del capitale.
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Come si possono distinguere le barre più significative in un prospetto?
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