Il money management di Van Tharp è l’insieme delle regole che decidono quanto rischiare su ogni operazione (il cosiddetto position sizing), come gestire le perdite e come pianificare gli obiettivi di profitto. Secondo Van Tharp questa componente vale circa il 30% del risultato finale di un trader, più della strategia di ingresso e seconda solo al lavoro psicologico. In questo articolo vediamo i 3 aspetti che, secondo il suo insegnamento, determinano davvero la differenza tra un sistema di trading vincente e uno perdente.
Ho scritto questo articolo la prima volta nella primavera del 2016: questa è la versione aggiornata e ripubblicata, con nuove informazioni. Spero ti torni utile.
Chi era Van Tharp e perché il suo money management è un riferimento?
Van K. Tharp è stato un coach e formatore statunitense, noto per i suoi studi sulla psicologia del trading e sul position sizing. Nei suoi libri, in larga parte in inglese, evidenzia l’importanza della gestione per superare i limiti previsionali e di un approccio psicologico adeguato. Spiega che i trader devono lavorare su se stessi a sufficienza per diventare professionisti di successo, senza attribuire tutta la responsabilità al sistema.
Il suo lavoro resta un pilastro per il trading online, al pari di grandi figure come Charles Dow, Joe Ross o Ralph Nelson Elliott. Anche nel mio piccolo, attraverso l’esperienza accumulata con il progetto della Community, ho potuto riscontrare quanto sia vero tutto questo. Lo stesso piano di trading affidato a 20 trader diversi genera invariabilmente 20 risultati diversi. Il sistema, come spiega Van Tharp, pesa solo per una parte rispetto a tutto il lavoro necessario per ottenere risultati continuati nel tempo.
Se vuoi approfondire il pensiero dell’autore puoi leggere anche le recensioni dei suoi testi, come Super Trader di Van Tharp e Financial Freedom di Van Tharp, che completano il quadro di questo articolo dedicato al lato operativo della gestione.
Qual è il primo aspetto: il lavoro psicologico (50% del lavoro)?
Questi aspetti risulteranno scontati per i professionisti, ma lo scopo è informare i novizi e fornire una prospettiva realistica. In questo modo ognuno può scegliere se studiare il business nel modo corretto oppure no. Questi contenuti servono per proteggere le persone da scelte superficiali, indotte da pubblicità o da libri “plug and play” senza alcun fondamento.
Il lavoro per diventare un buon trader privato inizia con la ricerca e la pianificazione, che pongono le basi per una corretta gestione. Il trader deve lavorare su se stesso a sufficienza per imparare a superare le spese e le difficoltà che si affrontano ogni giorno, con ogni sistema, per giungere a un profitto. Ogni piano di trading richiede un lavoro specifico.
Nella Community utilizziamo due dati distinti: la “Sezione Tecnica dell’Asset”, che conferma se il piano funziona tecnicamente, e il “Livello Qualitativo della Gestione”, cioè cosa il trader e il piano producono insieme. Quest’ultimo cambia da persona a persona e vale da solo il 50% di tutta l’opera necessaria per ottenere risultati. La strategia, infatti, è solo un binario: attribuirle tutta la responsabilità è come pensare che un medico o uno sportivo diventi tale solo grazie agli studi. Gli strumenti per costruire una professione ci sono e sono accessibili, ma è necessario lavorare per tradurre gli sforzi in profitto.
Cosa significa money management di Van Tharp nel concreto (30% del lavoro)?
Ed Seykota, grande trader di fama internazionale, racconta nel libro di Van Tharp di aver partecipato a una conferenza. In una sala un relatore spiegava i suoi segnali “ad alta probabilità”: la sala era gremita e vendette molti libri. Sfortunatamente non venne detto nulla su come configurare le uscite o sul money management, i dettagli più importanti di un sistema. In un’altra sala si parlava proprio di money management, la componente più importante, ma erano presenti solo 15 persone. La gente, spiega l’autore, è attratta da ciò che non funziona e corre dietro al primo venditore di fumo.
Per ottenere risultati servono insieme una buona strategia di money management e una buona strategia di trading. Una strategia semplice può rendere molto se gestita bene; al contrario, è impossibile generare profitti con un’ottima strategia priva di una gestione adeguata. Il money management è la parte del sistema preposta alla gestione del rischio e dei profitti: in base a come è concepita, lo stesso piano può produrre risultati migliori, peggiori o addirittura perdite.
In pratica è possibile definire in anticipo il rischio e le spese necessarie per giungere a un profitto sufficientemente ampio. Un sistema valido deve indicare quante opportunità infruttuose servono prima di un profitto di una certa entità. Per esempio, all’interno del metodo TFB un piano operativo può prevedere da 2 a 5 opportunità infruttuose prima di ottenere un risultato positivo. Conoscere in anticipo questi numeri permette di dimensionare il rischio per ogni operazione e di non restare mai sorpresi.
Anche gli obiettivi di profitto vengono pianificati in anticipo, in base ai dati dello studio previsionale, cioè a come storicamente le opportunità si sono sviluppate. In questo modo il trader conosce in anticipo come funziona il sistema e può esercitarsi per mettere in opera una buona gestione, con tutti i vantaggi e i limiti. Per inquadrare il tema in modo più ampio è utile leggere anche la guida sul money management nel trading.
Quanto pesa davvero la strategia di trading (20% del lavoro)?
La maggior parte dei novizi è alla ricerca costante della strategia di trading, come se fosse l’unica cosa importante. Invece, secondo Van Tharp, vale solo il 20% del lavoro. Nel piano di trading vengono incluse le variabili previsionali e gestionali, cioè le linee guida che il trader deve seguire per ottenere risultati.
È necessario studiare in modo accurato i propri mercati di riferimento: pochi mercati consolidati, che si conoscono molto bene, in grado di produrre ricorrenze a basso rischio. Van Tharp dice di prestare attenzione al funzionamento dei mercati per comprenderne i segreti. Io dico sempre: fare attenzione ai piccoli dettagli che fanno tutta la differenza. Studiare la struttura delle tendenze aiuta proprio a riconoscere queste ricorrenze.
Nel piano vengono poi definite le tecniche gestionali, per assicurare piccole spese con le opportunità infruttuose e profitti compatibili con lo studio previsionale. Tutto questo contribuisce ad azzerare le interferenze emotive, perché il trader lavora su eventi noti. Se vuoi capire come questo lavoro si inserisce in un percorso di studio strutturato, leggi cosa studiare per fare trading.
Come applicare il money management di Van Tharp con il position sizing?
Il cuore operativo del money management di Van Tharp è il position sizing, cioè la decisione di quanto capitale impegnare su ogni singola operazione in funzione del rischio che si è disposti ad accettare. Definendo prima il rischio massimo per evento, il trader sa esattamente quanto può perdere nel caso peggiore e regola di conseguenza la dimensione della posizione. Per un inquadramento tecnico del concetto puoi consultare anche la guida di Babypips sul position sizing.
In questo modo la stessa strategia, applicata con un position sizing prudente, mantiene le perdite piccole e controllate, mentre lascia correre i profitti coerenti con lo studio previsionale. È proprio questo equilibrio tra rischio limitato e obiettivi pianificati che trasforma una serie di operazioni in un risultato sistematico nel tempo. Fare tutto questo da soli può essere difficile: per questo anni fa ho creato il progetto della Community, in modo da spiegare il funzionamento del business e collaborare poi insieme nei Team di lavoro.
Domande frequenti sul money management di Van Tharp
Che cos’è il money management di Van Tharp?
È l’insieme di regole che, secondo Van Tharp, governano il rischio e i profitti di un sistema di trading: quanto rischiare su ogni operazione (position sizing), come gestire le perdite e come pianificare gli obiettivi. Per Van Tharp questa componente pesa circa il 30% del risultato finale.
Perché il money management conta più della strategia di ingresso?
Perché determina quanto si guadagna o si perde su ogni operazione. Una strategia semplice gestita bene può rendere molto, mentre un’ottima strategia senza una gestione adeguata del rischio porta quasi sempre a perdite. La strategia, secondo Van Tharp, è solo un binario e vale circa il 20% del lavoro.
Quali sono i 3 aspetti del money management secondo Van Tharp?
Sono il lavoro psicologico e di disciplina (circa il 50%), il money management vero e proprio con position sizing e gestione del rischio (circa il 30%) e la strategia di trading (circa il 20%). I pesi sono indicativi e servono a chiarire dove si concentra davvero il lavoro del trader.
Che cos’è il position sizing?
È la decisione di quanto capitale impegnare su ogni singola operazione in base al rischio accettato. È il cuore operativo del money management: definendo prima il rischio massimo per evento, il trader limita le perdite e mantiene il controllo del capitale anche in caso di serie negative.
Da dove conviene iniziare a studiare la gestione del rischio?
Conviene partire dai concetti di base: capire come funziona la gestione del money management, studiare la struttura dei mercati e poi applicare il position sizing a un piano operativo testato, come quelli del metodo TFB. La psicologia e la disciplina restano il prerequisito di tutto.
I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente formativo e informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. I pesi citati (50%, 30%, 20%) e i numeri sulle opportunità sono valori indicativi a fini didattici, ispirati all’insegnamento di Van Tharp, e non costituiscono garanzia di risultati futuri. Il trading comporta un rischio concreto di perdita del capitale.
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Davvero ottima lezione, grazie.