Le regole di Ed Seykota: trend following e disciplina

Le regole di Ed Seykota non sono un elenco di trucchi per fare soldi, ma un modo di stare sui mercati: seguire il trend, controllare il rischio e affidarsi a un sistema oggettivo invece che alla pretesa di “capire” cosa succederà. Ed Seykota è un pioniere dei sistemi meccanici di trading e una leggenda del trend following resa celebre da Market Wizards; nelle sue interviste al podcast Trend Following Radio di Michael Covel emerge che la parte tecnica è scarna ma chiarissima, mentre il vero cuore del suo metodo è la disciplina e la psicologia del trader. Questo articolo raccoglie quella filosofia: per la biografia completa rimandiamo al nostro profilo di Ed Seykota.

Guarda le interviste originali di Ed Seykota con Michael Covel:

Chi è Ed Seykota?

Ed Seykota è uno dei pionieri del trend following sistematico: già negli anni Settanta programmava i primi back-test su computer mainframe, quando i personal computer non esistevano e i test si facevano con le schede perforate. Studiò al MIT, dove fu influenzato dal professore Jay Forrester, l’inventore della system dynamics, e dalle regole di trend following di Richard Donchian, di cui parla con grande rispetto nelle interviste. La sua fama presso il grande pubblico nasce dal libro Market Wizards di Jack Schwager, che lo consacrò come una delle menti più lucide della finanza sistematica. In questo articolo ci concentriamo sulle sue idee tecniche e psicologiche: per la storia personale, gli inizi e i mentori, abbiamo dedicato un profilo biografico a parte.

Seguire il trend, soprattutto nel caos

Le regole tecniche di Ed Seykota: segui il trend, controllo del rischio e sistema oggettivo.La prima delle regole di Ed Seykota è anche la più radicale: quando i mercati diventano caotici, per loro natura non c’è modo di capirli. Nell’intervista sul libro Govopoly, Seykota lo dice senza giri di parole — “non penso ci sia alcun modo di comprendere qualcosa nel caos” — e ne ricava una conseguenza operativa precisa: l’unico modo di affrontare scenari imprevedibili è agganciarsi ai trend. Quando un’economia entra in fase di forte squilibrio, spiega, possono manifestarsi trend enormi (deflazione da implosione del credito, poi inflazione da stampa di moneta), e l’unico approccio sensato è andare con il trend, perché prevedere quei movimenti è quasi impossibile.

A questa regola Seykota ne lega subito un’altra, che considera irrinunciabile: il controllo del rischio. Non basta individuare un trend e saltarci sopra; bisogna farlo “con un appropriato controllo del rischio”. È una distinzione che nelle sue parole diventa quasi morale: seguire i trend senza gestire il rischio non è trend following, è scommettere. La logica si lega direttamente alla nostra guida alla gestione del rischio nel trading, dove il controllo della perdita viene prima della ricerca del profitto.

Il sistema è “matematica più disciplina”

Il sistema sposta le emozioni a monte secondo Ed Seykota: non le elimina, fai pace con te stesso, matematica più disciplina.Seykota racconta di aver studiato le regole di Donchian e di averle testate al computer, scoprendo che, prese alla lettera, si contraddicevano tra loro: non si potevano programmare tutte insieme perché entravano in conflitto. Da lì il suo lavoro di selezionare set di regole non contraddittori e di renderli coerenti. Un esempio concreto che cita è la celebre “two-week rule” di Donchian (comprare quando il prezzo fa nuovi massimi di due settimane, vendere quando fa nuovi minimi di due settimane): funzionava sul rame di quei tempi, ma — dice esplicitamente — “oggi non funziona più”, perché il carattere dei mercati è cambiato e quei parametri vanno allungati di molto. È una lezione fondamentale: una regola non è valida per sempre, va testata e adattata.

Seykota racconta anche quanto i risultati di quei test fossero controintuitivi: quando rendeva il sistema meno reattivo (chiedendo che il mercato salisse di più prima di comprare), i colleghi prevedevano più rischio per via dello stop più lontano, eppure i test davano l’esatto opposto. Ma il punto centrale è un altro, e qui sta una frase che riassume tutta la sua filosofia operativa: “il sistema è la matematica più la volontà di seguirlo”. Un set di parametri ottimizzato funziona solo per un ipotetico robot che lo segue alla lettera; nella realtà ci sono esseri umani con emozioni, e se non li includi nel disegno del sistema “le ruote si staccano dal carro dietro l’angolo”. Per la parte più tecnica del system trading e del backtest moderno rimandiamo alla nostra guida su come ottimizzare le strategie quantitative.

Da qui anche un avvertimento sul rischio che ricorre nelle interviste: chi costruisce un metodo basato sull'”avere ragione” — e raddoppia la posizione quando il mercato gli dà torto, mediando al ribasso — si espone a un pericolo letale. Con le sue parole, “basta avere torto una volta per essere spazzati via”. È il rovescio della medaglia del seguire il trend invece di difendere una propria opinione.

Un sistema non elimina le emozioni: le sposta a monte

È la parte più distintiva del pensiero di Seykota e quella su cui si dilunga di più con Covel. Molti credono che adottare un sistema serva a “liberarsi dalle emozioni”: costruisco un portafoglio diversificato e meccanico, così smetto di soffrire. Ma, osserva Seykota, accade l’opposto. I singoli titoli che salivano e scendevano ti facevano emozionare; ora hai un portafoglio che sale e scende, e ti emozioni per quello. “Non risolvi le emozioni avendo un sistema: le sposti soltanto più a monte.” Prima o poi il trader deve fare i conti con ciò che sente, perché il problema emotivo non è stato eliminato, solo rimandato a un livello superiore.

La conclusione di Seykota è memorabile: “i migliori trend follower sono quelli che hanno fatto pace con sé stessi”. Da qui il lavoro del suo Trading Tribe, dove quasi non si parla di mercati ma di reazioni emotive alla volatilità, alla perdita, all’autorità. Il suo approccio non è reprimere i sentimenti (“stiff upper lip”, denti stretti e si spera), ma nemmeno anestetizzarli con la meditazione: bisogna chiedersi quale sia l’intenzione positiva di un’emozione e agire di conseguenza. A volte la risposta giusta a una sensazione è proprio darsi da fare — mettere un trade o, soprattutto, fare controllo del rischio. Seykota è netto su un punto: un sistema, o qualunque tecnica, non va usato come un sedativo per non sentire. Il Trading Tribe non è un calmante; è uno strumento per imparare a reagire meglio.

Le regole più note di Ed Seykota

Quando si parla delle “regole di trading di Ed Seykota” si pensa quasi sempre alla celebre sintesi in quattro punti: segui il trend, taglia le perdite, lascia correre i profitti e usa gli stop. È importante essere precisi sulla fonte: queste massime appartengono al suo insegnamento noto, diventato celebre attraverso Market Wizards, e non sono enunciate come tali nelle interviste con Covel qui considerate. Nelle interviste, però, lo stesso spirito riaffiora di continuo — nel controllo del rischio irrinunciabile, nel non difendere le posizioni perdenti, nel cavalcare i grandi movimenti.

La formulazione più vivida di questa idea Seykota la affida alla sua Whipsaw Song, la canzoncina che Covel cita in chiusura di intervista. Il ritornello — “un solo buon trend ripaga tutte le perdite… cavalchiamo quel trend fino alla fine” — è la versione cantata del principio cardine del trend following: si accettano tante piccole perdite (i “whipsaw”, i falsi segnali) sapendo che pochi grandi trend, lasciati correre, ripagheranno il tutto. È, di fatto, la stessa logica che ritroviamo nelle basi di come funziona il trend following.

Cosa portiamo a casa dalle regole di Ed Seykota

Le lezioni dalle regole di Ed Seykota: un buon trend ripaga le perdite, pensa finché diventa semplice, scopri chi sei e fallo.Il messaggio che ci portiamo a casa è che le regole di Ed Seykota stanno su due gambe: da un lato le regole tecniche — segui il trend, controlla il rischio, affidati a un sistema oggettivo invece che alla pretesa di prevedere; dall’altro la disciplina e la psicologia, perché senza la volontà di seguire il sistema la matematica da sola non basta. Le due cose sono inseparabili: il sistema completo, per Seykota, include il trader. Vale anche per la comunità di chi opera in modo quantitativo: gli strumenti moderni e l’intelligenza artificiale accelerano i test e l’ottimizzazione, ma non sostituiscono la disciplina di restare fedeli al metodo nei momenti difficili.

Restano poi due indicazioni quasi personali, che Seykota ripete spesso. La prima è metodologica: “pensa a una cosa finché non diventa semplice”; se resta complicata, vuol dire che non l’hai ancora capita — un principio di chiarezza che applica al trading come alla scrittura. La seconda è quasi esistenziale: scopri chi sei e fai esattamente quello, senza fingere di essere qualcun altro, perché l’allineamento tra la persona e il metodo è ciò che rende sostenibile il trend following nel tempo. Per chi vuole tradurre queste idee in pratica, i punti di partenza concreti restano due: imparare a ottimizzare le strategie quantitative in modo robusto e padroneggiare la gestione del rischio. Chi vuole ascoltare la fonte diretta trova i materiali di Ed Seykota sul suo sito ufficiale, seykota.com.

Domande frequenti sulle regole di Ed Seykota

Chi è Ed Seykota?

Ed Seykota è un pioniere del trend following sistematico, tra i primi a fare back-test su computer negli anni Settanta. Influenzato da Jay Forrester al MIT e dalle regole di Richard Donchian, è diventato una leggenda della finanza grazie al libro Market Wizards di Jack Schwager. La sua biografia completa è nel nostro profilo dedicato.

Quali sono le regole di trading di Ed Seykota?

La sintesi più celebre, legata al suo insegnamento noto da Market Wizards, è: segui il trend, taglia le perdite, lascia correre i profitti e usa gli stop. Nelle interviste con Michael Covel lo stesso spirito emerge come seguire il trend (soprattutto nel caos), controllo del rischio irrinunciabile e fiducia in un sistema oggettivo invece che nella pretesa di capire il mercato.

Cosa intende Seykota con “il sistema sposta le emozioni a monte”?

Significa che adottare un sistema meccanico non elimina le emozioni: le sposta a un livello superiore. Prima ci si agitava per i singoli titoli, poi per il portafoglio nel suo insieme. Per questo, secondo Seykota, il trader deve comunque fare i conti con i propri sentimenti: i migliori trend follower sono quelli che “hanno fatto pace con sé stessi”.

Cos’è il Trading Tribe?

È il gruppo di lavoro psicologico ideato da Ed Seykota in cui quasi non si parla di mercati, ma di reazioni emotive alla volatilità, alla perdita e all’incertezza. L’obiettivo non è anestetizzare le emozioni come un sedativo, ma riconoscerne l’intenzione positiva e imparare a rispondere in modo più utile, allineando la persona al proprio metodo di trading.

Le regole di Ed Seykota garantiscono guadagni?

No. Lo stesso Seykota dichiara esplicitamente di non promettere a nessuno di guadagnare e di non avere “nessun sistema magico” da vendere: ognuno deve fare il proprio lavoro e trovare un metodo adatto a sé. Il trend following comporta numerose piccole perdite (whipsaw) e un rischio concreto di perdita del capitale.


I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e formativo e non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. Non viene promesso o garantito alcun risultato: come ricorda lo stesso Ed Seykota, non esiste un sistema magico per fare soldi. Il trend following comporta numerose piccole perdite (whipsaw) e un rischio concreto di perdita del capitale; i risultati passati non garantiscono quelli futuri.

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