Il rapporto rischio rendimento nel trend following è, prima ancora che un numero, una scelta di metodo: spendere poco su ogni tentativo — stop piccoli — per avere la possibilità di catturare un grande movimento quando la tendenza è forte. È la filosofia di trading che il nostro fondatore Stefano Mastria racconta nel video, e che, come spiega, non è mai cambiata dalle prime pubblicazioni del 2009-2010: perdite piccole e controllate, profitti lasciati correre, nessuna previsione. In questo articolo non ripartiamo dalle basi del metodo (per quelle rimandiamo alla guida su come funziona il trend following): raccontiamo l’angolo della casa, cioè la filosofia operativa dietro il rischio/rendimento asimmetrico e l’idea di “fare trading sulla realtà” invece che sulla previsione.
Qual è la filosofia di trading dietro il trend following?
Per Stefano Mastria il trend following non è una tecnica tra le tante: è il suo approccio al business, una filosofia rimasta la stessa negli anni perché “sana” e perché consente di controllare il rischio in modo molto attento. Il meccanismo centrale è semplice da enunciare: si aggancia una tendenza con un rischio limitato su un punto di reazione; se quel punto ha molta liquidità, il mercato “si distanzia” e sviluppa — almeno potenzialmente — un grande profitto. Lo scopo, cioè, è intercettare una tendenza forte spendendo poco per provarci.
Questo è il senso di “stop piccoli più grande rischio/rendimento”: si accetta di spendere poco su ogni singolo tentativo per avere la possibilità di catturare un movimento ampio. Non c’è nessuna promessa in tutto ciò — il metodo aiuta a governare il rischio, non a garantire un guadagno — ma c’è una logica precisa: le perdite si tengono piccole, i profitti si lasciano correre. Negli anni Stefano Mastria ha lavorato per innovare (anche riprendendo le pubblicazioni su YouTube e integrando l’intelligenza artificiale nella ricerca), ma la base è rimasta identica a quella che aveva imparato all’inizio.
Perché stop piccoli e un alto rapporto rischio rendimento nel trend following?
Il vantaggio è che, quando c’è una tendenza forte, si riesce a ritrarre un grande profitto con una piccola spesa, o con una serie di piccole spese. È l’asimmetria che rende interessante il rapporto rischio rendimento nel trend following: molto da guadagnare, poco da rischiare su ogni prova. C’è però un rovescio della medaglia, ed è onesto dirlo: per avere un profitto più a lungo termine è necessario rinunciare a un profitto più a breve termine. Non si può avere tutto, e il rapporto rischio/rendimento non si decide a tavolino: va stabilito “su ciò che fa la realtà”, cioè su come si comporta davvero il mercato di riferimento.
“Sono i dati che ci dicono cosa dobbiamo fare: non dobbiamo scoprire nulla, dobbiamo solo fare ricerca.”
Cosa significa “fare trading sulla realtà”?
“Fare trading sulla realtà” è il principio che Stefano Mastria attribuisce a tre autori di riferimento — Van Tharp, Larry Williams e Joe Ross. L’idea è che l’unico vero segreto per guadagnare sui mercati sia comprendere il funzionamento dei propri mercati di riferimento: scoprire i meccanismi che il mercato produce per funzionare e capire come sfruttarne alcuni per tradurre l’attività in profitto. Non si tratta di prevedere: si tratta di osservare cosa il mercato fa già e lavorare su quello.
Da qui discende un corollario pratico: l’errore più grande del trader retail è non fare ricerca né pianificazione. Con un buon lavoro di ricerca emergono i dettagli che servono per mettere in opera un’ottima strategia con pochi interventi e buoni risultati nei momenti giusti; più tempo si dedica alla pianificazione, meno rischioso e più efficace sarà poi il trading. È lo stesso terreno che approfondiamo nelle guide sulla gestione del rischio nel trading e sul money management di Van Tharp: prima si studia e si gestisce, poi — eventualmente — si guadagna.
“Questo lo dicono i dati, non lo dice Stefano Mastria.”
Perché non bisogna mai rincorrere il mercato?
La regola più netta è questa: non rincorrere mai il mercato. Vale sia per una strategia automatica sia per una strategia direzionale — “la regola è sempre la stessa”. Osservando i dati emerge un fatto poco intuitivo: i mesi che producono i maggiori profitti sono spesso i mesi che costano poco. Possono esserci alcune spese prima di arrivare a un profitto, ma quando il mercato fatica, in genere, non riesce a produrre — e in quei momenti inseguirlo è solo un modo per spendere di più.
Quando la fase è difficile entra in gioco il controllo del rischio: ci si accontenta di gestire piccole, piccolissime spese “per andare avanti”, assicurando sempre la protezione del capitale. “Bisogna sempre andare avanti”, ma con spese contenute, in attesa che il mercato torni a offrire le tendenze. È la stessa disciplina che raccontiamo nella guida su come chiudere le operazioni a piccole spese: la capacità di uscire in fretta e a poco prezzo è ciò che tiene in equilibrio l’intero rapporto rischio rendimento nel trend following.
Quali libri hanno formato questo approccio?
La filosofia non nasce dal nulla: è una genealogia di letture che Stefano Mastria consiglia da sempre. Joe Ross, con i suoi libri sul “trading come business”; Jack Schwager, autore di Market Wizards (disponibile solo in inglese), che intervistando molti trader — in buona parte trend follower — ha scoperto una cosa essenziale: pur condividendo una filosofia comune, usavano strategie molto diverse. Non esiste, cioè, un metodo unico valido per tutti: esiste una filosofia da “sposare”, dopodiché ognuno deve fare ricerca per trovare i metodi più vicini alle proprie esigenze.
Completano la lista John Murphy con Analisi tecnica dei mercati finanziari, Larry Williams con I segreti del trading di breve termine, e Van Tharp — molti suoi testi sono in inglese, mentre in italiano Stefano Mastria cita Diventare finanziariamente indipendenti, definendolo “un ottimo libro”. Chi vuole partire da un percorso ragionato su questi maestri trova un punto d’ingresso nella nostra guida su cosa insegna Larry Williams.
Lungo o breve termine: quale rapporto rischio/rendimento scegliere?
Qui ci limitiamo a un accenno, perché il tema merita un articolo a sé. Il punto è che continuità e magnitudo sono in tensione: una soluzione di lungo termine produce grandi profitti ma rari; una soluzione di breve termine — anche intraday o nell’arco della settimana — dà un risultato meno importante ma più frequente. Entrambe si ottengono ottimizzando in modi diversi lo stesso tipo di strategia trend following (per il breve, per esempio, con uno strumento come il trailing stop). “Voglio guadagnare di più” significa accettare un profitto meno frequente; “mi serve un profitto più frequente” significa ridurne l’entità. È sempre lo stesso metodo, calibrato su obiettivi diversi.
Per rendere osservabile tutto questo, nel video Stefano Mastria mostra una strategia quantitativa su oro-dollaro (XAU/USD), sviluppata anche con l’intelligenza artificiale e orientata al lungo termine: guadagna quando ci sono le tendenze e produce piccole spese quando non ci sono. I parametri di ottimizzazione mostrati — rischio dinamico per trade, un limite di drawdown mensile, lo stop a pareggio dopo una certa soglia e un obiettivo di profitto oltre il quale la strategia si ferma — sono impostazioni di backtest, non risultati garantiti. Un dettaglio didattico ricorrente è l’MFE (Maximum Favorable Excursion): il profitto che una strategia aveva “in mano” e non ha valorizzato, una lacuna su cui lavorare studiando i dati.
Cosa può imparare un trader da questa filosofia?
La lezione di fondo è duplice. Primo: scegliere una filosofia coerente con le proprie esigenze e poi fare ricerca per trovare i metodi giusti, invece di cercare la scorciatoia perfetta che non esiste. Secondo: mettere sempre il controllo del rischio davanti a tutto, perché è ciò che permette di restare sul mercato abbastanza a lungo da lasciar maturare i pochi grandi movimenti che pagano il resto. Le pagine di analisi nell’area riservata della community — dove si studiano grandi masse di dati — servono esattamente a questo: sono strumenti di ricerca, non promesse di rendimento.
In sintesi, il rapporto rischio rendimento nel trend following non è un trucco per guadagnare in fretta, ma un modo disciplinato di stare sui mercati: perdite piccole, profitti che corrono, decisioni prese sui dati e mai per rincorsa. È una cornice di lavoro che aiuta a gestire il rischio; i risultati, come ricorda Stefano Mastria, “li dicono i dati” di ieri, non li garantisce nessuno per domani.
Domande frequenti sul rapporto rischio rendimento nel trend following
Che cos’è la filosofia “stop piccoli più rischio/rendimento”?
È l’idea di spendere poco su ogni tentativo — con stop piccoli e rischio limitato — per avere la possibilità di catturare un grande movimento quando arriva una tendenza forte. Si accettano perdite piccole e frequenti in cambio di profitti potenzialmente ampi ma rari: un profilo asimmetrico che tiene sotto controllo il rischio senza garantire alcun guadagno.
Perché non bisogna rincorrere il mercato?
Perché, osservando i dati, i mesi più profittevoli sono spesso quelli che costano poco: quando il mercato fatica, in genere non produce, e inseguirlo aumenta solo le spese. La regola vale sia per le strategie automatiche sia per quelle direzionali. Nelle fasi difficili si gestiscono piccole spese “per andare avanti”, proteggendo sempre il capitale.
Cosa significa “fare trading sulla realtà”?
Significa non provare a prevedere il mercato, ma studiare come funziona davvero il proprio mercato di riferimento e sfruttarne i meccanismi. Come dice Stefano Mastria citando Van Tharp, Larry Williams e Joe Ross, “sono i dati a dirci cosa fare”: il compito del trader non è indovinare, ma fare ricerca e pianificazione.
Quali libri leggere per iniziare col trend following?
Tra le letture consigliate da Stefano Mastria ci sono i libri di Joe Ross sul “trading come business”, Market Wizards di Jack Schwager, Analisi tecnica dei mercati finanziari di John Murphy, I segreti del trading di breve termine di Larry Williams e, di Van Tharp, Diventare finanziariamente indipendenti. Il messaggio comune: sposare una filosofia e poi fare ricerca sui metodi.
I dati di backtest garantiscono guadagni futuri?
No. Tutti i numeri mostrati nel video — parametri di rischio, limiti di drawdown, obiettivi di profitto, escursioni MFE, risultati della strategia su oro-dollaro — sono dati di backtest storici o simulati. Un backtest descrive come una strategia si è comportata su dati passati e non garantisce in alcun modo risultati reali o futuri. Il trading comporta un rischio concreto di perdita del capitale.
I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e formativo e riportano il metodo e le opinioni personali del fondatore di Trend Following Traders, Stefano Mastria, così come esposti in un video del canale; non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. Tutte le cifre e i parametri eventualmente citati (rischio per trade, limite di drawdown, stop a pareggio, obiettivo di profitto, escursioni MFE e risultati della strategia su oro-dollaro) sono dati di backtest storici o simulati: i risultati di backtest non garantiscono in alcun modo risultati reali o futuri.
I riferimenti alle pagine di analisi e all’area riservata della community, alle strategie quantitative e all’ottimizzazione con l’intelligenza artificiale descrivono strumenti di ricerca e produzione, non promesse di rendimento. Nessun guadagno è garantito: il trend following comporta serie di piccole perdite prima dei profitti e un rischio concreto di perdita del capitale.
