Jack Schwager è l’autore della serie Market Wizards, la raccolta di interviste ai trader e ai gestori di hedge fund più di successo al mondo. In questo episodio di Trend Following Radio, Michael Covel lo intervista per estrarne la risposta a una domanda sola: cosa rende grande un trader? La sintesi di Jack Schwager è netta. Non esiste un unico metodo vincente, ma esistono qualità comuni a tutti i grandi: gestione del rischio, controllo delle emozioni e cura ossessiva dell’esecuzione, più ancora dell’idea di partenza.
Chi è Jack Schwager e perché conta per un trader?
Jack Schwager è autore, trader ed esperto finanziario, noto soprattutto per aver intervistato decine di operatori leggendari nei suoi libri. Ha ricoperto ruoli di analista e direttore di ricerca e ha co-fondato FundSeeder, una piattaforma pensata per individuare i talenti emergenti nel trading.
Il suo valore non sta in una formula segreta, ma nel metodo del cronista: ascoltare chi vince davvero e cercare i fili comuni. Per chi studia il trend following, le sue interviste sono una miniera di principi operativi al di là delle mode.
Cosa raccontano i libri “Market Wizards”?
La serie Market Wizards raccoglie conversazioni con trader e gestori di hedge fund di profilo eccezionale. I libri non si limitano a descrivere le strategie vincenti: esplorano anche errori, periodi difficili e lezioni apprese, rendendo accessibili concetti complessi.
Nell’intervista, Schwager si concentra su Hedge Fund Market Wizards, uscito nel 2012, che raccoglie interviste a gestori di diversi stili. La sua osservazione chiave: i trader di successo pianificano i punti di uscita prima di entrare in una posizione, qualunque sia il loro approccio. È lo stesso principio che sta alla base di un solido money management.
Perché Schwager dà tanta importanza alla gestione del rischio?
Per Jack Schwager la differenza tra chi sopravvive e chi salta non sta nella capacità di prevedere il mercato, ma nel definire in anticipo dove uscire. Stabilire il punto di uscita prima di entrare riduce l’emotività e aumenta l’oggettività della decisione.
Schwager collega questo principio al gioco d’azzardo intelligente. Cita Ed Thorp, che variando la dimensione delle puntate al blackjack in base alle probabilità trasformava un gioco a margine negativo in uno favorevole. Nel trading vale lo stesso: la dimensione della posizione va adattata alla forza e al rischio dell’operazione. È un ponte diretto verso la psicologia del trading e il controllo delle emozioni.
Esiste un solo modo giusto di fare trading secondo Jack Schwager?
No, ed è forse la lezione più liberatoria dell’intervista. Schwager racconta trader profondamente diversi tra loro: chi resta fuori dal mercato nei periodi di incertezza, chi applica al trading l’approccio statistico di Bill James (lo stesso di Moneyball), chi rompe ogni regola convenzionale negoziando attorno alle proprie posizioni.
Il messaggio è che conta l’esecuzione più dell’idea. Lo stesso trade può rovinare un operatore e arricchirne un altro, a seconda di come viene gestito. Questa idea risuona con le testimonianze di altri ospiti di Covel, come Ed Seykota, e con i principi raccolti in Market Wizards.
Volatilità e rischio sono la stessa cosa?
Uno dei concetti più importanti che Schwager sfata è proprio questo: volatilità e rischio non coincidono. Una strategia a bassa volatilità, come la vendita di opzioni fuori dal denaro, può nascondere “mine” capaci di esplodere in condizioni avverse, come accadde nella crisi del 2008.
Al contrario, una strategia molto volatile può avere rischio limitato se è strutturata bene. Schwager valorizza le operazioni con asimmetria positiva (grande guadagno potenziale, perdita contenuta) e la diversificazione tra posizioni non correlate, citando l’approccio di Ray Dalio in Bridgewater. Per misurare la performance preferisce il “gain to pain ratio”, che confronta i guadagni con le perdite assolute senza penalizzare la volatilità al rialzo.
Quali qualità accomunano i grandi trader intervistati?
Concludendo, Jack Schwager riflette sui tratti comuni. Quasi nessuno ha avuto successo immediato: la determinazione e la capacità di superare i fallimenti ricorrono più del talento precoce. Molti non provengono da contesti privilegiati, segno che il punto di partenza conta meno della disciplina.
Schwager apprezza anche l’onestà personale: definisce Steve Clark il trader più sincero che abbia mai intervistato. Per approfondire l’eredità della serie e del podcast, puoi consultare la sezione dedicata alle interviste di Michael Covel e il sito ufficiale dell’autore, jackschwager.com.
Domande frequenti su Jack Schwager
Chi è Jack Schwager?
Jack Schwager è un autore, trader ed esperto finanziario statunitense, celebre per la serie di libri Market Wizards, una raccolta di interviste ai trader e ai gestori di hedge fund di maggior successo. Ha lavorato come analista e direttore di ricerca e ha co-fondato la piattaforma FundSeeder.
Cosa sono i libri “Market Wizards”?
Sono una serie di volumi in cui Jack Schwager intervista operatori di altissimo livello, esplorando strategie, errori e filosofie. Più che manuali tecnici, sono ritratti che mostrano cosa accomuna chi ottiene risultati straordinari nei mercati.
Qual è la lezione principale dell’intervista di Covel a Schwager?
Che non esiste un unico metodo vincente: conta più l’esecuzione dell’idea. I grandi trader pianificano l’uscita prima di entrare, gestiscono il rischio e controllano le emozioni, indipendentemente dallo stile adottato.
Secondo Jack Schwager volatilità e rischio sono la stessa cosa?
No. Schwager spiega che una bassa volatilità può nascondere un rischio elevato (come nella vendita di opzioni fuori dal denaro) e che una strategia volatile può essere poco rischiosa se ben strutturata. Volatilità e rischio vanno valutati separatamente.
Schwager è un trend follower?
Schwager è soprattutto un cronista del trading, non legato a un singolo stile. Tuttavia molti dei suoi intervistati e lo stesso conduttore Michael Covel appartengono al mondo del trend following, di cui i suoi libri documentano principi e protagonisti.
I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente formativo e informativo e non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. I riferimenti a trader, libri e strategie citati nell’intervista sono riportati a fini didattici e non garantiscono risultati futuri. Il trading comporta un rischio concreto di perdita del capitale.

Buongiorno,
Ho un dubbio.
Ho comprato 100 dollari quando il tasso di cambio era 1,07 e adesso,ovviamente,ci sto perdendo perché il tasso è molto più alto.
Ci sono prospettive positive per il futuro in merito ad un eventuale riabbassamento del tasso così che possa vendere i miei dollari?
Grazie,
Elisabetta
Lavorare in questo modo espone a grandi rischi. Cmq ritengo che euro dollaro debba salire parecchio nel corso dei prossimi mesi, ma so anche che domani le condizioni potrebbero cambiare, e quindi di conseguenza anche la mia prospettiva.
Solitamente è preferibile assicurare spese di piccola entità immediatamente, quando un opportunità non rispetta più il piano. Mentre se si aspetta, si va incontro solo a spese più grandi e talvolta fuori controllo.
Saluti
Ciao e grazie della risposta!
Quindi mi consiglieresti di cambiare subito i miei dollari,avendoci quindi perso circa 5€,piuttosto che aspettare e rischiare di perderci di più?
Oppure un’altra opzione potrebbe essere quella di aspettare ed aspettare,anche anni,prima di cambiarli magari quando il tasso si sarà (spero) abbassato parecchio?
Se tu possiedi dei dollari fisici, puoi conservarli. Se si tratta di una posizione di trading sicuramente è meglio tagliare le perdite a 5$.
Saluti
Le perdite ammonterebbero a 5€ non a 5$ .. I dollari non sono fisici perché, appunto, si trattava di trading. La prossima volta mi guarderò bene dal fare trading senza aver preventivamente fatto ricerche decisamente più accorte.
Grazie ancora della disponibilità!
Buongiorno, ho 5000$ in contanti.
Mi conviene cambiarli o aspettare qualche mese per avere il tasso più vantaggioso? Vorrei cambiarlo in Euro.
Grazie
La differenza per 5000$ sarà di poche centinaia di euro. Non credo valga la pena di studiare un piano.