DUNN Capital: mezzo secolo di trend following puro

DUNN Capital (per esteso DUNN Capital Management) è uno dei gestori sistematici — i cosiddetti CTA — più vecchi e di maggior successo al mondo: fondata da Bill Dunn nel 1974, pratica da oltre quarant’anni un trend following puro e interamente sistematico. Ciò che la rende speciale è che rappresenta uno dei più lunghi track record di trend following “non addolcito”, storicamente ad alta volatilità, portato avanti senza scorciatoie discrezionali e guidato oggi dal President Marty Bergin. Questo articolo nasce da una conversazione di Marty Bergin al podcast Top Traders Unplugged con Niels Kaastrup-Larsen e ne ricostruisce il ritratto: come è nato il metodo, come gestiscono il rischio e cosa serve per restare sul mercato per più di quarant’anni.

Che cos’è DUNN Capital e chi era Bill Dunn?

DUNN Capital Management è un CTA (Commodity Trading Advisor), cioè una società che gestisce futures in modo professionale per conto di terzi. Nell’episodio viene descritta come una bottega piccola, “quasi una famiglia”, che tiene tutto in casa: amministrazione, contabilità, rendicontazione e trading sono gestiti internamente. È una delle firme più longeve del comparto: opera da oltre quarant’anni, un’eccezione in un settore dove pochissimi restano in piedi così a lungo.

Il fondatore è Bill Dunn. Dal racconto di Bergin, dopo la laurea servì nell’esercito — fu anche istruttore di addestramento reclute — poi usò il GI Bill per una laurea magistrale e lavorò per il governo e l’industria della difesa nell’area di Washington, un “beltway bandit”. Era un uomo di formazione scientifica (fonti esterne lo descrivono come fisico, con un dottorato in fisica, anche se nell’intervista si parla solo di “laurea magistrale”). Da lì l’intuizione: si poteva usare la matematica e la statistica sui soli dati di prezzo per decidere quando comprare e quando vendere.

Come è nato il metodo, dalle punch card ai futures?

DUNN Capital in sintesi: CTA trend following fondato nel 1974 da Bill Dunn, metodo 100% sistematico ad alta volatilità, oggi guidato da Marty Bergin.Bill Dunn cominciò dalle azioni, ma la potenza di calcolo degli anni Settanta non bastava a coprire l’intero universo azionario. La soluzione fu spostarsi sui futures, all’epoca appena una dozzina di contratti negoziabili: un paniere abbastanza piccolo da poter essere elaborato con i mezzi del tempo, ma abbastanza vario da permettere la diversificazione. È qui che prende forma il DNA di DUNN Capital: un approccio quantitativo applicato ai mercati a termine.

Era l’epoca delle punch card. Bill e il figlio Daniel Dunn — tuttora in azienda — perforavano schede computerizzate, affittavano tempo su un mainframe e ne ricavavano i prezzi operativi del giorno successivo. Un set di quelle schede è ancora appeso alla parete della sala riunioni, come cimelio delle origini. Il dettaglio non è solo folclore: l’algoritmo originale disegnato da Bill in quegli anni è ancora oggi in trading, segno di una fedeltà al metodo che attraversa i decenni.

Che cos’è il programma WMA e il trend following puro?

Il programma di punta di DUNN Capital è il WMA (nel settore reso come World Monetary and Agriculture). Nell’episodio si celebrano due ricorrenze: il quarantesimo anniversario della carriera di trading di Bill Dunn e il trentesimo del programma WMA, che colloca l’avvio del WMA intorno alla metà degli anni Ottanta. All’epoca dell’intervista ne esistono due versioni: l’originale ad alta volatilità e una versione istituzionale costruita su circa metà del budget di rischio, pensata per chi cerca lo stesso metodo con un profilo più contenuto.

La filosofia è il trend following puro: nessun dato fondamentale nelle decisioni, solo prezzo — massimo, minimo e chiusura — su mercati altamente liquidi, dove il valore delle posizioni è verificabile in ogni istante. È un sistema meccanico, senza spazio per l’intuito personale, molto vicino nello spirito ai sistemi meccanici di Ed Seykota. La ragione è netta, e Bergin la riassume così:

“È tutto al 100% statistico… non usiamo alcun dato fondamentale nelle decisioni, tutto si basa esclusivamente sui dati di prezzo, perché nel prezzo non c’è conoscenza soggettiva.”

Come gestisce DUNN Capital il rischio e la volatilità?

Il metodo di DUNN Capital: non targettare la volatilità ma un budget di value-at-risk, così l'upside resta preservato mentre la volatilità è solo una conseguenza.Il tratto più distintivo di DUNN Capital è che non targettano la volatilità, ma un budget di rischio di tipo value-at-risk: decidono prima quanto sono disposti a perdere, e la volatilità diventa una conseguenza di quella scelta, non l’obiettivo. Storicamente Bill Dunn definiva quel budget come “l’1% di probabilità di perdere il 20% o più in un mese” — una finestra di circa ventidue giorni di contrattazione. È un livello del loro parametro interno di rischio, non un rendimento atteso, e quella regola è rimasta ferma fino a gennaio 2013.

Da quel momento arriva la svolta chiamata Adaptive Risk Profile (ARP): invece di tenere fisso il budget, lo si adatta ogni giorno alle condizioni di mercato tramite una misura proprietaria di “direzionalità”. Mercato più direzionale, target di rischio più alto; mercato più confuso, target più basso. Il risultato è un rischio medio inferiore e drawdown più contenuti. Su un lungo arco la volatilità media è scesa dai valori di metà 30% al 23-24%, ma — sottolinea Bergin — senza regalare l’upside, a differenza di molti concorrenti che, tagliando la volatilità, hanno tagliato anche i profitti. Resta un profilo ad alta volatilità: i drawdown fanno parte del gioco, come spieghiamo nella guida sulla gestione del rischio in un sistema ad alta volatilità.

Cosa serve per restare sul mercato oltre quarant’anni?

Cosa insegna DUNN Capital per durare oltre 40 anni: disciplina, gestione del rischio come budget, ricerca continua validata dai risultati e diversificazione su tutti i settori.La longevità di DUNN Capital non nasce dall’immobilismo, ma da una ricerca continua che migliora il metodo senza stravolgerlo. La tappa chiave è il 2006: si smette di disegnare il sistema mercato per mercato e lo si progetta sul portafoglio nel suo insieme, con lo stesso modello applicato a tutti i mercati e i parametri scelti a livello di portafoglio. È anche il momento in cui il perimetro si allarga dai soli mercati finanziari a tutte le commodity del WMA. La logica di fondo, come dice Bergin, è che a nessuno importa cosa succede nel singolo mercato: l’unica cosa che conta è cosa succede al portafoglio nel suo insieme.

Da lì l’evoluzione prosegue a tappe. Prima del 2006 c’erano tre modelli per mercato; dopo, fino a un centinaio di modelli combinati in un unico segnale di forza (+1 o ?1) eseguito all’apertura, con molti orizzonti temporali e filtri di “rumore” per migrare tra trend brevi e lunghi. Nel 2008 il rischio diventa dinamico, aggiustato ogni giorno anziché su base storica. Nel 2011 nascono due classi di algoritmi: l’originale, sempre a mercato in long o short con inversione piena, e un secondo che può anche restare flat e include una funzione simile a uno stop-loss non basata sul prezzo; nello stesso anno entrano anche le carni nel portafoglio.

C’è poi la diversificazione, vissuta come un pilastro. DUNN Capital arriva a negoziare 53 mercati (aggiunte le carni, tolto il succo d’arancia), scelti per exchange regolamentato, volumi alti e consistenti, decorrelazione dal portafoglio esistente e facilità di uscita. La ripartizione è particolare: circa il 23% in agricoli e solo il 13% circa in valute, al contrario dei grandi gestori spinti verso le valute per ragioni di capacità. Infine, il fatto di tenere tutto in-house — amministrazione, contabilità, rendiconti e trading — serve a guadagnare tempestività e ad abbattere i costi per l’investitore. È la stessa attenzione al dimensionamento delle posizioni che trattiamo nella guida su money management e position sizing.

Dal fondatore Bill Dunn a Marty Bergin: cosa è cambiato?

Marty Bergin è oggi il President di DUNN, ma il suo percorso è insolito. Di formazione è un CPA, un commercialista: lavorava in uno studio della Virginia del Nord dove uno dei soci fondatori era il vicino di casa di Bill Dunn e gli aveva impostato la contabilità delle partnership. Il primo incarico di revisione di Bergin, verso la metà-fine degli anni Ottanta, fu proprio l’audit dei fondi di DUNN. Divenne partner dello studio, poi Bill lo invitò in azienda: entrò in DUNN nel 1997.

Nell’episodio Bergin minimizza il proprio ruolo, dicendo di “cavalcare la scia” di Bill Dunn: si presenta come continuatore del metodo, non come rifondatore. È una postura che spiega bene la cultura della casa — una bottega piccola dove le persone sono scelte anche per la personalità, “quasi una famiglia”. Il passaggio di testimone, in un CTA sistematico, non è la sostituzione di un’idea con un’altra, ma la custodia disciplinata di un metodo che ha già dimostrato di funzionare per decenni. Un tema che ritorna anche in altre nostre storie, come il ritratto di Salem Abraham.

Cosa può imparare un trader da DUNN Capital?

La prima lezione è che, nel trend following, il vantaggio competitivo non sta negli algoritmi. Bergin è convinto che a fare la differenza siano la gestione del rischio e la costruzione del portafoglio, non una formula segreta:

“Sono convinto che sia gestione del rischio e costruzione del portafoglio… Faccio fatica a credere che gli algoritmi veri e propri del trend following siano poi così diversi da quelli di tutti gli altri.”

Nessuno possiede il Sacro Graal: il valore nasce dalla ricerca validata dai risultati dopo ogni cambiamento, non dalla pretesa di prevedere il futuro. La seconda lezione è la coerenza. DUNN Capital ha attraversato anni difficili per il trend following — con un nuovo massimo a dicembre 2012, seguito da un 2013 forte (oltre il 30%, con profitti soprattutto dai mercati finanziari) — restando “100% trend following” anche quando la correlazione con altri gestori scendeva. La terza è che i numeri di un track record sono storia, non promessa: servono a capire un metodo, non a garantire un risultato. Per costruire le fondamenta di questo approccio, il punto di partenza resta la nostra guida su come funziona il trend following. La fonte diretta di questo ritratto è la pagina di Marty Bergin su Top Traders Unplugged; per un inquadramento del comparto è utile la voce enciclopedica sui managed futures.

Domande frequenti su DUNN Capital

Che cos’è DUNN Capital?

DUNN Capital Management è una società statunitense di gestione sistematica dei futures (un CTA) fondata da Bill Dunn nel 1974. È tra i gestori trend following più longevi al mondo: applica un metodo puramente statistico basato sui soli dati di prezzo, storicamente con un profilo ad alta volatilità, gestendo tutto internamente. Oggi è guidata dal President Marty Bergin.

Chi era Bill Dunn?

Bill Dunn è il fondatore di DUNN Capital. Dopo il servizio militare e una laurea magistrale (fonti esterne lo indicano come fisico), lavorò per l’industria della difesa nell’area di Washington. Negli anni Settanta ebbe l’intuizione di usare matematica e statistica sui soli dati di prezzo per decidere quando comprare e vendere, dando origine al metodo trend following della società.

Cos’è il programma WMA di DUNN Capital?

Il WMA è il programma di trading di punta di DUNN Capital, avviato intorno alla metà degli anni Ottanta. È un sistema di trend following puro e 100% sistematico, applicato a un portafoglio ampio e diversificato di futures. All’epoca dell’intervista ne esistevano due versioni: quella originale ad alta volatilità e una versione istituzionale costruita su circa metà del budget di rischio.

Il trend following ad alta volatilità è adatto ai principianti?

È un approccio impegnativo. Il trend following puro come quello di DUNN Capital comporta lunghi drawdown e un’elevata volatilità: sono caratteristiche strutturali del metodo, non difetti. Per chi inizia è essenziale prima comprendere a fondo la gestione del rischio e il position sizing, senza aspettarsi rendimenti costanti. I risultati storici citati non sono in alcun modo una promessa di guadagno.

Questo articolo è un consiglio di investimento?

No. Questo articolo ricostruisce il ritratto e le opinioni espresse da Marty Bergin in un’intervista, a scopo esclusivamente informativo e formativo. Le date, le cifre e gli aneddoti riportati sono dati storici ancorati all’epoca dell’intervista, non promesse né sollecitazioni a operare. Il trend following comporta un rischio concreto di perdita del capitale.


I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente informativo e formativo e riportano opinioni ed esperienze personali di Marty Bergin su DUNN Capital così come emerse in un’intervista al podcast Top Traders Unplugged; non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. I fatti, gli aneddoti, le date e i numeri riferiti (le ricorrenze, i budget di rischio, le percentuali di volatilità e il rendimento del 2013, il numero di mercati) sono dati storici ancorati all’epoca dell’intervista, non promesse di risultato. Non viene garantito alcun guadagno: il trading e il trend following comportano un rischio concreto di perdita del capitale e i risultati passati non garantiscono quelli futuri.

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