Salem Abraham: il trend follower del Texas

Salem Abraham è uno dei più longevi trend follower americani: dal Texas, alla guida di Abraham Trading Company, ha applicato per oltre tre decenni il trend following ai mercati dei futures, diventando una delle voci raccolte da Michael Covel. In questa intervista a Trend Following Radio (ep. 319) racconta la sua storia, il suo metodo agnostico verso i mercati e le lezioni di gestione del rischio che lo hanno tenuto in pista per una vita intera.

Chi è Salem Abraham e perché conta nel trend following?

Salem Abraham: tappe della storia di un trend follower del Texas.Salem Abraham è il presidente di Abraham Trading Company, società di gestione che opera dal piccolo paese di Canadian, in Texas. Iniziò a fare trading nel 1987 e proprio quell’anno, segnato dal celebre crollo dei mercati, gli insegnò la lezione più dura: perse circa metà del proprio conto a causa di un movimento estremo. Da quell’esperienza nacque la sua ossessione per il controllo del rischio.

Quel che rende interessante la figura di Salem Abraham non è solo la longevità, ma il fatto che abbia costruito un track record di lungo periodo lontano da Wall Street, dimostrando che il metodo conta più della posizione geografica. È uno degli operatori citati e intervistati da Michael Covel, accanto a nomi come Jerry Parker e Salem stesso nel circolo dei seguaci della tendenza. Per la sua biografia ufficiale puoi consultare la scheda sul sito di Abraham Trading Company.

Quali sono i punti chiave dell’intervista di Covel a Salem Abraham?

Nella conversazione con Covel, Salem Abraham parte dai grandi shock di mercato e arriva alle lezioni di vita ricevute dal nonno. Il filo conduttore è sempre lo stesso: cavalcare i grandi movimenti restando vivi quando il mercato impazzisce. Ecco i temi principali che attraversano l’intervista.

La lezione del 1987 e degli shock di mercato

Abraham racconta come la perdita del 1987 abbia plasmato il suo approccio. Anni dopo, l’improvviso scossone del franco svizzero del 2015 gli ricorda gli stessi rischi: le misure di rischio standard falliscono quando i mercati sono manovrati dall’intervento umano. La sua risposta è strutturale: rischi piccoli su ogni posizione e ampia diversificazione, così nessun singolo evento può affondare il conto.

I mercati “artificiali” e l’effetto diga

Uno dei passaggi più citati riguarda i mercati tenuti a prezzi artificiali dalle banche centrali, come il franco o i tassi di interesse. Abraham li paragona a una diga: finché regge, sembra tutto tranquillo, ma quando il controllo cede il rilascio è catastrofico. È un avvertimento per chi confonde la calma imposta dai governi con l’assenza di rischio.

Speculatori e liquidità: sfatare un mito

Sul ribasso del petrolio, Abraham difende il ruolo degli speculatori. Chi non prende mai consegna fisica della merce non può manipolare offerta e domanda nel lungo periodo: gli speculatori forniscono liquidità e fanno funzionare i mercati. È una visione che si lega bene ai principi di come funziona la teoria di Dow, secondo cui il prezzo sconta già tutte le informazioni disponibili.

Le lezioni del nonno: etica e “grandi affari”

Le lezioni operative di Salem Abraham nel trend following del Texas.Il mentore di Salem Abraham è stato il nonno, che gli ha insegnato a essere paziente e ad aspettare i “grandi affari” invece di accontentarsi dei “buoni affari”. È un parallelo diretto con il trend following: poche grandi tendenze fanno il risultato dell’anno, mentre il resto va gestito con disciplina e rischio contenuto. A questo si aggiunge una bussola morale fatta di onestà, etica e trattamento equo delle persone, che ha costruito la reputazione di Abraham nel settore.

Diversificazione vera e protezione dai disastri

Abraham critica la diversificazione di facciata, quella che evapora proprio quando l’economia si contrae. La vera diversificazione, sostiene, deve reggere anche nelle crisi: managed futures e strategie macro globali possono generare rendimenti positivi quando le borse crollano. Cita la sua capacità di guadagnare sia al rialzo sia al ribasso su mercati come carni, latticini, metalli e succo d’arancia, a seconda di dove si muove la tendenza.

Quali lezioni operative può trarre il trader?

Approccio di Salem Abraham al trend following a confronto con il trading comune.Le idee di Salem Abraham si traducono in indicazioni concrete. La prima è dimensionare il rischio in piccolo su ogni operazione, così da sopravvivere agli eventi estremi che prima o poi arrivano. La seconda è restare agnostici: non innamorarsi di un mercato o di una direzione, ma essere pronti a cogliere il movimento ovunque si presenti, dal petrolio ai latticini.

La terza lezione è la pazienza: aspettare i grandi movimenti, perché sono quelli a costruire il rendimento. Questo richiede solide regole di money management e una psicologia del trading capace di tollerare lunghe attese e drawdown senza deviare dal piano. Infine, la diversificazione deve essere reale e diretta a proteggere dai disastri, non un’etichetta che si sgretola nella prima crisi.

L’intervista a Salem Abraham si inserisce in una serie di conversazioni preziose firmate da Covel. Se vuoi confrontare approcci diversi, leggi anche le interviste a Jerry Parker e a Tom Basso, oppure il classico Market Wizards di Jack Schwager, dove molte di queste idee tornano in forma di interviste ai grandi trader.

Domande frequenti su Salem Abraham

Chi è Salem Abraham?

Salem Abraham è un trend follower americano, presidente di Abraham Trading Company, società di gestione con sede a Canadian, in Texas. Opera nel trading di futures dal 1987 ed è una delle figure intervistate da Michael Covel su Trend Following Radio.

Qual è l’approccio di trading di Salem Abraham?

Abraham segue un approccio di trend following agnostico verso i mercati: non privilegia un settore o una direzione, ma cerca grandi movimenti ovunque si formino, mantenendo rischi piccoli su ogni posizione e un’ampia diversificazione tra mercati diversi.

Cosa insegna l’intervista di Salem Abraham sulla gestione del rischio?

L’intervista a Salem Abraham mostra che gli shock estremi (come il 1987 o il franco svizzero) sono inevitabili: la difesa è strutturale, fatta di rischi contenuti e diversificazione vera, capace di reggere anche quando l’economia si contrae.

Perché Salem Abraham critica i mercati “artificiali”?

Perché i mercati tenuti a prezzi artificiali dalle banche centrali creano un falso senso di sicurezza. Abraham li paragona a una diga: finché regge sembra tutto calmo, ma quando il controllo cede il movimento è violento e improvviso.

Dove posso trovare altre interviste di Michael Covel in italiano?

Sul blog trovi diverse interviste tradotte, dai trend follower come Jerry Parker e Tom Basso ai protagonisti di Market Wizards di Jack Schwager. Sono tutte raccolte nella sezione dedicata al podcast di Michael Covel.


I contenuti di questo articolo hanno scopo esclusivamente formativo e informativo, sintetizzano un’intervista pubblica e non costituiscono consulenza finanziaria né un invito a operare. I riferimenti a mercati, periodi e risultati citati da Salem Abraham sono ripresi dalla conversazione e non costituiscono garanzia di risultati futuri. Il trading comporta un rischio concreto di perdita del capitale.

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