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Lezioni dal Turtle Trader di maggior successo di tutti i tempi, Jerry Parker

(Tempo di lettura: 37 Minuti)

Lezioni dal Turtle Trader di maggior successo di tutti i tempi, Jerry ParkerLezioni di Trend Following dal Turtle Trader di maggior successo di tutti i tempi: Negli annali della storia finanziaria, emergono figure influenti che hanno contribuito a ridefinire l’approccio all’investimento. Jerry Parker è una di queste personalità, e il suo legame con i Turtle Traders rappresenta un capitolo intrigante nell’evoluzione della gestione patrimoniale.

Jerry Parker si è fatto conoscere soprattutto attraverso il suo coinvolgimento nel famoso esperimento di trading dei Turtle Traders, ideato dal trader di commodity Richard Dennis nei primi anni ’80. Dennis sosteneva che il trading fosse una disciplina che poteva essere insegnata, affermando che anche persone senza esperienza nei mercati finanziari potessero apprendere le competenze necessarie per diventare trader di successo.

Così, Dennis selezionò un gruppo di aspiranti trader, noti come i “Turtle Traders”, insegnando loro le sue strategie di trading sistematico. Jerry Parker fu uno dei partecipanti a questo esperimento, dimostrando non solo di assimilare le lezioni impartite da Dennis ma anche di trasformare questo apprendimento in un successo significativo nei mercati finanziari.

L’approccio dei Turtle Traders era basato su regole chiare e parametri precisi, una metodologia che si basava su analisi tecnica e gestione del rischio. I partecipanti al programma ricevevano istruzioni dettagliate su come applicare queste regole nei mercati, coprendo una vasta gamma di asset, dai futures sulle commodity ai cambi valutari.

Jerry Parker, con la sua capacità di adattarsi e implementare le strategie impartite, si è rivelato uno dei successi più notevoli dei Turtle Traders. Dopo l’esperienza con Dennis, ha fondato la Chesapeake Capital Corporation, una società di gestione patrimoniale che ha continuato ad applicare principi di trading sistemico e quantitativo.

L’approccio di Parker si basa sulla disciplina nel rispetto delle regole del sistema, sulla gestione attenta del rischio e sulla capacità di rimanere emotivamente distaccato dalle fluttuazioni del mercato. Questa filosofia ha permesso a Parker e alla Chesapeake Capital di mantenere un profilo di successo nel settore dell’investimento.

In conclusione, Jerry Parker e i Turtle Traders rappresentano un capitolo affascinante nella storia del Trend Following. La loro storia evidenzia come l’educazione, la disciplina e l’applicazione rigorosa di strategie sistematiche possano portare a risultati straordinari nei mercati finanziari. Jerry Parker ha dimostrato che, anche partendo da zero, è possibile emergere come un trader di successo attraverso un approccio rigoroso e un impegno costante nel rispetto delle regole di trading.

Lezioni dal Turtle Trader di maggior successo di tutti i tempi, Jerry Parker (Dal PodCast di Top Traders Unplugged)

Riporto di seguito l’episodio del PodCast di Top Traders Unplugged in inglese (Consulta il canale YouTube). Poi subito dopo la traduzione in italiano. Si tratta di un approfondimento molto interessante, che riguarda il lavoro di Jerry Parker. Condivide una serie di lezioni utili al business. Leggete la trascrizione in italiano, poi pubblicherò un video riassuntivo per spiegarvi le info più importanti che emergono da questo episodio.

Riassunto in italiano di tutto l’episodio del PodCast Top Traders Unplugged

(0:13 – 1:03) Il podcast “Top Traders Unplugged” viene presentato come una risorsa preziosa per chiunque voglia apprendere dalle esperienze dei migliori gestori di hedge fund del mondo. L’obiettivo è aiutare gli ascoltatori a migliorare le loro competenze nell’ambito degli investimenti e della valutazione dei gestori. Si sottolinea l’importanza di ricordare che le prestazioni passate degli investimenti non garantiscono risultati futuri e che ogni strategia di investimento comporta rischi significativi.

(1:10 – 3:10) Il conduttore introduce Jerry Parker, ex capo e ospite speciale del giorno, noto per essere stato parte del celebre programma Turtle di Richard Dennis dal 1983. Jerry Parker viene descritto come la “tartaruga” di maggior successo e attualmente è il fondatore e presidente di Chesapeake Capital. Si accenna alla storia delle “tartarughe” come un segreto ben custodito dell’industria per molti anni, fino alla divulgazione nei recenti dieci anni grazie agli sforzi di Michael Corvell e ad altri contributi sporadici. L’ospite è invitato a condividere la sua esperienza personale in questo esperimento unico che ha segnato profondamente l’industria dei futures gestiti e il mondo del trend following.

(3:12 – 4:33) Jerry Parker racconta di essere stato contabile pubblico a Richmond, Virginia, nel 1983, con un interesse personale per il mercato azionario e il trading, in particolare per il trend-following, che trovava molto sensato. La discussione evidenzia come, già all’epoca, Parker fosse incline a un approccio sistematico al trading piuttosto che a uno discrezionale.

(4:34 – 15:57) Segue un approfondimento su come Parker ha scoperto e risposto all’annuncio di Richard Dennis sul Wall Street Journal, che cercava candidati per il suo programma di trading su commodity futures. Parker condivide il suo entusiasmo e la sua speranza nel candidarsi, nonostante la scarsa probabilità di essere notato. La sua risposta all’annuncio, seguita da un test selettivo e infine da un’intervista, lo ha portato a essere uno dei pochi selezionati tra migliaia di candidati. Durante l’intervista, viene evidenziato come la fiducia in se stessi e la percezione delle proprie conoscenze in trading siano state cruciali per il processo di selezione. Parker racconta anche il suo trasferimento a Chicago e le sue prime impressioni sui compagni di corso e sull’ambiente, descrivendo un gruppo eterogeneo di persone intelligenti e motivate, unite dall’obiettivo comune di imparare e avere successo nel trading sotto la guida di Richard Dennis e Bill Eckhart.

Questa sezione del podcast offre un’introduzione al mondo del trading e alla storia personale di Jerry Parker, evidenziando l’importanza dell’approccio sistematico al trading, della determinazione e della capacità di cogliere opportunità uniche come quella offerta da Richard Dennis.

(15:57 – 32:45)

Nel secondo anno del programma Turtle, furono aggiunti altri otto partecipanti, portando il totale a circa 20 persone. Jerry Parker descrive il secondo gruppo come composto da individui estremamente capaci, molti dei quali hanno continuato a fare trading con successo. Un aspetto unico e memorabile del programma era l’opportunità annuale per ogni partecipante di trascorrere una giornata facendo trading con Richard Dennis, un’esperienza che combinava la discussione di trading con conversazioni su temi politici.

La formazione iniziale dei Turtle durò due o tre settimane, durante le quali furono insegnate la filosofia e le regole specifiche del trend following, oltre a lezioni su come adattarsi ai cambiamenti dei mercati. Questo periodo fu cruciale per instaurare una mentalità aperta all’evoluzione e al miglioramento continuo. Nonostante le regole specifiche fossero importanti, l’enfasi era posta sull’approccio e sulla mentalità con cui affrontare il trading, sottolineando l’importanza di seguire il sistema e di essere pronti ad adattarsi nel tempo.

Jerry Parker riflette sulla sua esperienza iniziale nel fare trading secondo le regole del sistema, sottolineando come l’obiettivo principale fosse quello di non deludere Richard Dennis e di sfruttare al massimo questa opportunità unica. Inizialmente, la competitività e il desiderio di seguire rigorosamente le regole limitarono la creatività dei partecipanti. Solo dopo la fine del programma, Parker trovò la libertà di esprimere la propria creatività nel trading, dando vita a Chesapeake Capital.

Durante le prime fasi di trading effettivo, ogni Turtle iniziò con un capitale di gestione di un milione di dollari, seguendo strettamente le regole di ingresso, uscita e dimensionamento delle posizioni. Parker racconta di aver avuto un inizio cauto, ma grazie al supporto e alla comprensione di Dennis, riuscì a superare le iniziali incertezze.

L’aspetto più difficile per Parker fu “premere il grilletto”, ovvero eseguire le operazioni secondo i segnali del sistema, superando la paura di perdere denaro. La fiducia nel sistema si sviluppò nel tempo, accettando che caratteristiche come una percentuale di operazioni vincenti inferiore al 50%, piccole perdite frequenti e grandi drawdown fossero parte integrante della strategia di trend following.

Infine, Parker descrive il termine del programma Turtle all’inizio del 1988, quando i partecipanti iniziarono a fare trading per conto proprio o per clienti. L’esperienza aveva instillato nei Turtle un forte senso di indipendenza e una certa riluttanza a subire influenze esterne nel trading, una mentalità che li accompagnò nelle loro future carriere nel trading per conto di terzi. Parker avvia Chesapeake con la consapevolezza delle sfide che il trading per clienti avrebbe comportato, differenti da quelle sperimentate durante il programma Turtle.

Questa parte della trascrizione continua a esplorare la profondità e l’impatto del programma Turtle su Jerry Parker e gli altri partecipanti, sottolineando l’importanza dell’adattabilità, della mentalità e della fiducia nel sistema di trading nel lungo termine.

(32:46 – 52:39)

Dopo il programma Turtle, Jerry Parker ha avuto contatti occasionali con Richard Dennis, inclusa la partecipazione a una riunione dei Turtle a Chicago circa cinque o sei anni prima. Questo incontro ha offerto l’opportunità di riflettere sugli anni trascorsi insieme e di mantenere i legami con alcuni dei Turtle attraverso la comunicazione digitale.

Nel 1988, Parker ha fondato Chesapeake, senza un piano preciso di lasciare il programma Turtle, ma piuttosto guidato dalla conclusione naturale del progetto di Dennis. L’avvio di Chesapeake è stato favorito dall’incontro con Paul Saunders di Kidder Peabody, che gli ha fornito il suo primo cliente, segnando l’inizio della sua carriera indipendente nel trading. Sebbene inizialmente Parker abbia adottato un approccio più cauto al rischio rispetto a quello promosso da Dennis, ha dovuto affrontare sfide significative, come perdite iniziali e la conseguente perdita di un cliente. Tuttavia, l’adattamento delle strategie e l’attenzione alla diversificazione del portafoglio hanno portato a un recupero delle performance entro la fine dell’anno.

Parker ha continuato a evolvere e adattare le strategie di Chesapeake fin dall’inizio, assumendo ricercatori e programmatori per analizzare i mercati e aggiornare i parametri del sistema di trading. Ha mantenuto un focus costante sulla diversificazione, esplorando mercati non statunitensi e future su singole azioni per ampliare le opportunità di trading. La sua ricerca iniziale era incentrata sulla diversificazione del mercato e sull’espansione del periodo di detenzione per adattarsi alla natura mutevole dei mercati e alla crescente concorrenza tra i trend follower.

Nonostante le tentazioni di ridurre i drawdown e migliorare i backtest mediante l’ottimizzazione dei sistemi, Parker ha sottolineato l’importanza di mantenere l’integrità delle strategie di trend following, evitando modifiche che potrebbero compromettere la loro affidabilità a lungo termine. Ha espresso una forte convinzione nella superiorità del trend following come strategia di investimento a basso rischio, enfatizzando l’importanza della diversificazione, dell’approccio sistematico e della visione a lungo termine.

In sintesi, la carriera di Jerry Parker post-Turtle Program è stata caratterizzata da un impegno costante nell’evoluzione e adattamento delle strategie di trading, mantenendo al contempo i principi fondamentali appresi sotto la guida di Richard Dennis. La sua esperienza riflette l’importanza dell’adattabilità nel trading, dell’aderenza ai principi di gestione del rischio e della fedeltà alle strategie di trend following, nonostante le sfide e le tentazioni di deviare da queste fondamenta.

(52:40 – 1:07:26)

Nella parte finale della conversazione, Jerry Parker riflette sull’importanza della selezione ottimale del livello di leva finanziaria e sulle decisioni di business che possono influenzare l’efficacia della strategia di trend following. Riconosce che, sebbene il trend following sia una strategia con un buon controllo del rischio, alcune scelte operative, come l’uso eccessivo della leva finanziaria, possono oscurare i suoi benefici. Parker ammette che, soprattutto negli anni 2000, la crescente istituzionalizzazione degli investitori ha esercitato una certa pressione per adattare le strategie ai loro gusti, anche se ciò significava compromettere in qualche modo la visione originale e la convinzione di Chesapeake sul trend following.

Parker discute anche di come la performance di Chesapeake nel 2008 non sia stata all’altezza delle aspettative, nonostante fosse un anno eccezionale per il settore del trend following in generale. Identifica due fattori principali: una riduzione della leva finanziaria dopo un periodo difficile nel 2007, che ha limitato i guadagni nel 2008, e una tendenza a operare su orizzonti temporali più lunghi, che ha comportato una sotto-performance in quell’anno ma un sovraperformance nel 2009.

Nell’ultima parte dell’intervista, Parker affronta la questione dell’importanza dei record storici nella selezione dei trader da parte degli investitori. Sottolinea l’importanza della longevità e della performance storica, ma avverte contro l’eccessiva fiducia nella capacità di prevedere i migliori performer futuri basandosi esclusivamente sui risultati passati. Invece, raccomanda una diversificazione tra più gestori che mostrano risultati decenti e una solida esperienza nel tempo.

Infine, Parker esprime la sua frustrazione per la mancanza di apprezzamento delle strategie di trend following sistematico nel 2014, attribuendo questo atteggiamento a una mancanza di comprensione dei principi fondamentali di queste strategie da parte del pubblico e degli investitori. La conversazione si conclude con un invito agli ascoltatori a dimostrare il loro apprezzamento per il podcast.

Questa trascrizione offre un’approfondita riflessione su oltre tre decenni di esperienza nel campo del trend following, evidenziando le sfide, le evoluzioni strategiche e le lezioni apprese da uno dei principali esponenti del settore. La storia di Jerry Parker illustra non solo il percorso di successo e le difficoltà di un trader di trend following, ma anche la sua dedizione alla filosofia di investimento e la sua capacità di adattarsi e persistere attraverso i cicli di mercato variabili.

Trascrizione in italiano di tutto l’episodio del PodCast Top Traders Unplugged

[Niels Kostrup-Larsen]
Oggi nello show ho un ospite molto speciale, un ospite di grande successo, e un ospite che era il mio capo. Le sue radici di trend following risalgono al 1983, quando è stato selezionato per far parte del famoso programma sulle tartarughe di Richard Dennis. Per chi mi conosce, probabilmente l’avrete già indovinato, sto parlando di Jerry Parker, il fondatore e presidente di Chesapeake Capital, che è stato spesso descritto come la tartaruga di maggior successo di sempre.

Jerry, grazie mille per essere stato con noi oggi. Apprezzo molto il tuo tempo. Oh, grazie per avermi invitato.

Non vedo l’ora. Buono. Ora, Jerry, la storia dei Turtle Traders è ben nota oggi, ma per molti anni è stata uno dei segreti meglio custoditi nel nostro settore.

Almeno, è così che me lo ricordo. Ma quando penso a come la storia è diventata nota negli ultimi 10 anni o giù di lì, non da ultimo grazie ai grandi sforzi di Michael Corvel (Consulta la sezione dedicata ai PodCast di Michael nel Blog, tradotti in italiano e riassunti), che ha scritto alcuni grandi libri sull’argomento, non sono a conoscenza che nessuna delle tartarughe abbia mai parlato della loro esperienza in dettaglio direttamente a un pubblico più ampio. Ci sono state informazioni rese pubbliche direttamente da una o due delle tartarughe, ma non molte.

Quindi penso che oggi sarà molto speciale perché sei in grado di mettere le cose in chiaro, per così dire, e parlarci di questo esperimento unico che si è rivelato una parte così importante di ciò che oggi conosciamo come il settore dei futures gestiti che tagliano le CTA e, in particolare, il mondo che segue le tendenze, che è forse un nome migliore per ciò che rappresenti. Ora, prima di immergerci nella storia vera e propria, forse potresti iniziare raccontandoci il tuo viaggio che ti ha portato al giorno in cui ti sei imbattuto nell’annuncio sul Wall Street Journal. Cosa stavi facendo nella tua vita in quel momento?

[Jerry Parker]
Nel 1983 lavoravo nella contabilità pubblica a Richmond, in Virginia, e desideravo molto fare qualcosa di più interessante e gratificante. E io, come una sorta di hobby, ero interessato al mercato azionario e al trading, e mi ero imbattuto nella letteratura riguardante il trend-following, e ho pensato che avesse molto senso per me in quel momento.

[Niels Kostrup-Larsen]
Quindi il trading discrezionale non faceva parte di ciò che stavate facendo in quel momento?

[Jerry Parker]
No, voglio dire, penso che sia un po’ sorprendente che io, fin dall’inizio, quando ho sentito parlare per la prima volta di un approccio sistematico nel seguire le tendenze, avesse perfettamente senso per me e qualcosa che volevo fare. Guardavo la Wall Street Week qui negli Stati Uniti, ed è un programma televisivo popolare, e nello show c’erano alcune persone che parlavano di tendenze e cose del genere, tendenze dei prezzi e controllo del rischio, piccole perdite, diversificazione, ed era tutto ciò di cui avevo bisogno per incoraggiarmi a continuare su quella strada.

[Niels Kostrup-Larsen]
Ok. Ora, mi piacerebbe sapere come l’hai scoperto. Sai, una mattina eri seduto a prendere un caffè, a leggere il giornale, e all’improvviso hai visto questo annuncio?

Ma prima che tu risponda, voglio riportare te e gli ascoltatori al 1983 leggendo ciò che l’annuncio diceva effettivamente. Quindi funziona così. Richard J.

Dennis e CD Commodities sta accettando le domande per la posizione di trader di futures su materie prime per espandere il suo gruppo consolidato di trader. Il signor Dennis e i suoi collaboratori formeranno un piccolo gruppo di candidati nei suoi concetti di trading proprietario. I candidati prescelti scambieranno quindi esclusivamente per il signor Dennis. Non saranno autorizzati a scambiare futures per se stessi o per altri. I trader riceveranno una percentuale dei loro profitti di trading e potranno ottenere un piccolo pareggio. Verrà presa in considerazione una precedente esperienza nel trading, ma non è necessaria.

I candidati devono inviare un breve curriculum con una frase che indichi i motivi della candidatura. Non si accettano telefonate. Ora, voglio dire, cosa ti ha fatto prendere in considerazione l’idea di candidarti per un annuncio come questo?

[Jerry Parker]
Oh, wow. Questo mi riporta indietro. Beh, il destino ha voluto che io avessi sentito parlare di Richard Dennis, e quindi vivo a Richmond, in Virginia, ed è improbabile che io ne senta parlare.

Ma avevo ricevuto qualcosa o visto un articolo, un articolo di Businessweek, credo, su Richard Dennis, ed era intitolato, credo, The Barefoot Trader. Quindi immagino che Rich si sarebbe seduto nel suo ufficio e avrebbe fatto i suoi mestieri e non avrebbe indossato scarpe. Ok, questo è il titolo dell’articolo.

Quindi, immediatamente, come suggerisci, devi avere una certa fiducia nel fatto che si tratti di un annuncio legittimo. Così è stato sul Wall Street Journal, e io – voglio dire, non avrei mai letto gli annunci del Wall Street Journal. Voglio dire, chi li legge?

Ma mi è capitato di imbattermi in esso. Ho subito pensato che fosse legittimo, ed ero molto eccitato. E fiducioso.

[Niels Kostrup-Larsen]
E ho mandato il mio curriculum, e – Ti ricordi per quale motivo – voglio dire, mi ha chiesto una frase in termini di motivo. Ti ricordi quale ragione hai dato? Perché chiaramente, sai, sei arrivato alla fase successiva, quindi devi aver detto qualcosa che gli piaceva.

[Jerry Parker]
Io no. Non mi ricordo. Penso che tutti probabilmente abbiano avuto una risposta, e l’hanno ricevuta – e la risposta da parte loro è stata: ecco un test.

100 domande vero-falso a cui dovevi rispondere e rimandare indietro. Ed è un po’ divertente perché l’idea di una frase era esattamente quello che hanno sempre voluto. Indipendentemente da ciò, quando ottenevo il lavoro, ci chiedevano un paio di volte all’anno di rispondere a una domanda.

Ma ogni risposta doveva essere una frase. Quindi è stato un po’ divertente.

[Niels Kostrup-Larsen]
Sì. Quindi, e data l’ora in cui hai visto questo annuncio. Di cosa stiamo parlando in termini di tempo?

[Jerry Parker]
Beh, probabilmente era la caduta dell’83. Non ne sono sicuro, settembre, ottobre. Ho riavuto il test.

Ho inviato il test e poi sono stato chiamato per un colloquio. Quindi penso che 1.000 persone abbiano fatto domanda nell’ottobre, novembre 1983. E poi circa 40 persone hanno ottenuto – in realtà hanno ottenuto un’intervista.

Ottenni un colloquio e fui assunto nel dicembre del 1983.

[Niels Kostrup-Larsen]
Ok. Parlami dell’esperienza del colloquio. Cosa volevano sapere di te?

E poi, avevi qualche domanda per loro? E so che menzioniamo sempre Richard Dennis come nome. Ma, ovviamente, in realtà, stiamo parlando di due individui, Richard Dennis e Bill Eckhart.

[Jerry Parker]
Sì, ma era soprattutto un progetto di Rich. E certamente sapevi che Rich stava conducendo lo spettacolo. E che Bill era il suo amico incredibilmente fidato.

Così ho provato a studiare. Voglio dire, quanto è sciocco studiare e cercare di impressionarli con tutta la mia conoscenza del trading? Ma immagino che ci siano un paio di cose che spiccano nell’intervista.

E, sai, torniamo a un commento precedente che hai fatto per mettere le cose in chiaro. Sai, la mia memoria non è un granché. E poi ognuno ha opinioni diverse sui fatti di quello che è successo.

E come nel corso degli anni, parlando dell’esperienza nel programma TORTL, ognuno la ricorda in modo leggermente diverso. Quindi non si può dire che le cose stiano bene. È solo quello che ricordo e come lo ricordo.

Un paio di cose. Uno è stato che mi hanno chiesto, come pensi di aver fatto in questo test? E io ho detto, penso di aver fatto abbastanza bene.

Avevo appena portato con me questo test e l’ho tenuto il più a lungo possibile e ci ho agonizzato sopra. E alla fine l’ho mandato e mi hanno detto: “Sì, hai avuto il punteggio più alto su mille persone”. Quindi quella era un po’ la mia pretesa di fama.

Penso che volessero assumere persone che avevano fatto molto bene nel test e volevano assumere persone che avevano fatto male al test e avevano altre cose da fare per loro. Quindi c’erano persone con personalità e storie migliori e forse più cose che succedevano nella loro vita rispetto a me. E sono stati assunti.

E poi sono stato assunto a causa del test. E poi c’è stata davvero una famosa domanda divertente che Rich mi ha fatto e penso che almeno una manciata di altre persone lo fosse: quanto pensi di sapere già sul trading su una scala da zero al 100 percento? Quanto ne sai già?

E io ho risposto, beh, direi circa il 90 per cento. Certo, è un po’ ridicolo. Avrebbe dovuto essere ridicolo all’epoca.

Ma l’ho detto lo stesso. E penso che altre persone forse siano andate anche più in alto. Ma se ricordo bene, penso che Liz Chabal abbia detto vicino allo zero.

Quindi il primo anno, come se ci fossero 11 ragazzi assunti e Liz Chabal. E così l’unica donna che è stata assunta è stata l’unica con la giusta dose di umiltà e realtà. Il resto di noi era, almeno un paio di noi, erano davvero troppo sicuri di sé.

[Niels Kostrup-Larsen]
Perché hai pensato o perché pensi di aver fatto bene nel test? È stato perché le domande ti sono venute spontanee perché avevi già un po’ di familiarità con il trend following di cui hai parlato? Oppure, sai, ho sentito che alcune persone avevano, sai, letto articoli su Richard Dennis e in realtà potevano praticamente ottenere le risposte da quegli articoli.

Perché pensi di aver fatto così bene?

[Jerry Parker]
Penso che sia stato solo che ricordo di aver guardato il test un giorno e di aver detto, beh, eccolo qui. Spero che questi ragazzi seguano le tendenze. E credo di non ricordarlo o di non averlo capito da quell’articolo di Businessweek.

E in un altro modo, il fatto è che probabilmente ho avuto una certa esperienza in quello che chiamereste un pensiero contrarian, sapete, nell’andare per la risposta ovvia. E quindi forse anche questo ha aiutato.

[Niels Kostrup-Larsen]
E quanto tempo ci è voluto dopo il colloquio per informarti che eri stato selezionato?

[Jerry Parker]
Non mi ricordo. Ma un’altra storia divertente è che ho un telefono. Ero a un audit e ho ricevuto una telefonata e.

Un messaggio ha ricevuto un messaggio che diceva: chiama questo numero a Chicago. E così l’ho ignorato per qualche giorno o una settimana. E poi ho ricevuto un’altra telefonata che diceva: “Per favore, chiamaci”.

E io ero tipo, oh, aspetta un secondo. Richard Dennis, penso che dovrei chiamare.

[Niels Kostrup-Larsen]
Sì. E così ti sei trasferito lassù, immagino, poche settimane dopo, all’inizio del 1984.

[Jerry Parker]
Dicembre 83. Mi sono trasferito a Chicago. E.

Sì, avevo due valigie e ho venduto la mia macchina, ho venduto il mio forno a microonde. I. Ho parlato con un amico di Rich e agente immobiliare.

E il primo appartamento che mi mostrò era semplicemente meraviglioso, bellissimo al 16° piano con vista sulla spiaggia e per seicento dollari al mese. E io. Non sapevo molto di Chicago o di quel processo, ma sapevo abbastanza che era un buon affare.

E così ho avuto un posto fantastico ed è stato semplicemente perfetto fin dal primo giorno. E adoro vivere a Chicago. E le persone erano fantastiche.

E mi piace tutto di esso.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. Hai detto che eravate in 11 nella prima classe. Raccontami del tuo primo giorno.

Voglio dire, che impressione hai avuto delle altre tartarughe? Sai, quando sei venuto in ufficio per la prima volta, immagino.

[Jerry Parker]
Ebbene, la prima interazione è stata nella classe delle tartarughe. Penso che ci siano state due o tre settimane in cui abbiamo trascorso otto ore al giorno all’Union League Club di Chicago. Hai insegnato trading, psicologia del trading, alcuni concetti di statistica e matematica.

Era importante per loro. E così. Un po’ ho avuto modo di conoscere alcune delle tartarughe lì.

E sono rimasto colpito. C’erano un sacco di persone molto intelligenti, ma anche persone che avevano lavorato per ricchi o amici con ricchi. E semplicemente fantastico.

Ma un gruppo delle persone più intelligenti che avessi mai incontrato, Rich, Bill e Dale e alcune delle persone più simpatiche che avessi mai incontrato. Anche. Ero davvero stupito.

Non capivo perché ogni 30 minuti o ogni ora facessimo una pausa e tutti corressero al telefono per controllare i preventivi e cose del genere. Non rendendomi conto che in un mese o due avrei fatto la stessa cosa. Quindi non ci sono telefoni cellulari o modi mobili per controllare i mercati.

Ma certo. Tutti erano molto interessati a questo.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. E solo per curiosità. Quanti erano in seconda classe, in realtà?

Quanti eravate in totale?

[Jerry Parker]
Penso che ce ne fossero otto in totale. Voglio dire, otto nel secondo anno. E così, un anno dopo, hanno rifatto lo stesso processo.

Quindi penso che fossero circa 20 persone. E stavamo tutti negoziando dallo stesso ufficio nell’edificio della borsa assicurativa e in un ufficio e in un edificio separato dall’ufficio di Rich. Penso che il secondo gruppo fosse un ottimo gruppo.

Forse migliori, trader migliori, persone più intelligenti. So che mi metterò nei guai per averlo detto, ma voglio dire, ero nel primo gruppo, quindi immagino che vada bene. Ma era un grande gruppo.

Entrambi i gruppi sono stati fantastici. E il secondo gruppo è stato particolarmente buono. Forse c’erano più persone che facevano ancora trading.

Ray Barr, Tom Shanks, Jim DeMaria. Un sacco di grandi amici per tutta la vita. E un’altra cosa è stata piuttosto interessante, proprio quello che mi viene in mente.

Non so se qualcuno te ne abbia mai parlato, ma una delle cose più divertenti che il gruppo abbia mai fatto è stata una volta all’anno. Tutti avrebbero avuto l’opportunità di andare a commerciare con Rich per un giorno. Quindi, se avete l’impressione che non abbiamo visto Rich molto a parte questo, è un po’ giusto.

Forse lo vedevamo un paio di volte all’anno. Venivano a parlare con noi e ci davano alcune idee e alcune critiche costruttive o alcune nuove idee di ricerca. Ma era praticamente affondare o nuotare.

Le regole sono voi. Dovresti seguire le regole. Ma era davvero divertente andare nell’ufficio di Rich una volta all’anno e parlare di trading e di politica, ovviamente.

E poi vai a pranzo. E quindi questo è stato un momento clou. Ho parlato di trading per la prima ora e poi per il resto della giornata mi sono occupato principalmente di politica.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. Ora, proprio nel primo periodo durante le lezioni che hai seguito con Richard, cosa ti è stato insegnato in realtà? Cosa ti hanno detto?

Perché è stato un periodo di tempo piuttosto breve rispetto alla durata dell’esperimento. Vuoi dire che la classe di trading era corta? Esattamente.

Sì. A quanto ho capito, hai passato solo due o tre settimane a imparare le regole e così via. Quindi, cosa ti è stato insegnato all’inizio prima di essere lasciato libero, per così dire?

[Jerry Parker]
Ebbene, ci è stata insegnata la filosofia dei sistemi di trading, la filosofia del trend following e specifici segnali di entrata e uscita. Ma era molto più di questo. Era una forma mentis.

Era una filosofia. Come approcciarsi ai mercati? Come dovresti pensare ai mercati?

I mercati cambieranno nel tempo. Quindi questo specifico insieme di parametri potrebbe dover essere regolato nel tempo. Quindi eravamo ben attrezzati con la formazione e la mentalità di chi deve evolversi nel tempo e capire come funzionano i mercati.

Un’altra cosa che è totalmente sottovalutata è l’impatto che si può avere imparando da persone così grandi e persone che sono molto intelligenti e sanno come affrontare le cose nel modo giusto. E non puoi duplicarlo. Se perdevamo denaro, venivamo valutati solo in base al fatto che seguivi i sistemi, non necessariamente alle tue prestazioni.

E solo l’incoraggiamento in quell’atmosfera, che è un’atmosfera finta, non avrai clienti con quel tipo di comprensione. Il nostro cliente, Richard Dennis, ha creato i sistemi. E così ha creduto in loro tanto quanto noi e più di noi.

Quindi quel tipo di mentoring e di base che abbiamo avuto va ben oltre il fatto che io ti dicessi o che qualcuno mi dicesse: ecco come dovresti fare trading. Ecco i sistemi e qui ci sono i parametri. E così, quando si ha a che fare con i mercati e i clienti o i drawdown, c’è molto di più a cui attingere oltre alle specifiche dei sistemi.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo, certo. E i concetti, se non le regole, quando ve li insegnavano, avevano senso per voi fin da subito? O all’inizio stavi semplicemente seguendo ciò che ti veniva detto di fare?

[Jerry Parker]
Avevano sicuramente senso per me. Hanno più senso per me ora. E mi andava bene seguirli.

Penso che in quel momento, fosse più come quando sei in quella stanza delle tartarughe, era più come se volessi davvero assicurarmi che Rich fosse felice. E voglio assicurarmi di non perdere questa opportunità. E penso che parte del loro desiderio per le tartarughe fosse quello di ottenere qualcosa dalle tartarughe, di imparare ciò che sappiamo e ciò che abbiamo insegnato a voi.

Ma attraverso la tua esperienza nel trading per dirci quali pensi potrebbero essere alcune buone idee e alcuni modi di guardare ai mercati. Ma non credo che sia andata così. Penso che le persone fossero competitive e troppo interessate ad assicurarsi di seguire esattamente le regole.

E la loro creatività era limitata. Il rovescio della medaglia era troppo grande. Se ti sei allontanato dai sistemi, almeno i miei dubbi, mi sentivo come se mi fossi allontanato troppo che non ci fosse molto di positivo in questo.

È stato solo quando il programma è finito e ho iniziato Chesapeake che ho davvero avuto la libertà. E dovevo farlo. Non potevo più.

Dovevo essere me stesso e anche di più. E ho dovuto pensarci di più. E dipendeva da me quello che volevo fare.

Non c’era più bisogno di Rich per compiacere Rich o per farmi dire cosa potevo e non potevo fare. E sei da solo. E ora la mia creatività ha raggiunto il massimo storico.

Sono stato costretto a farlo.

[Niels Kostrup-Larsen]
Quindi, dopo la fine dell’insegnamento, dopo le prime due o tre settimane, cosa accadde dopo? Avete ricevuto tutte informazioni sulle dimensioni del conto da negoziare e su come funziona?

[Jerry Parker]
Quindi penso che all’inizio abbiamo iniziato a fare trading il 2 gennaio e credo che tutti avessero un milione di dollari da gestire. E stavamo usando le nostre rigide regole e le regole delle entrate e delle uscite e la dimensione del trading. E poi, dopo circa una settimana di trading, Rich ci ha chiamato tutti al telefono e ci ha chiesto come stavamo e cosa ne pensavamo.

E così ho avuto un inizio molto lento. Ero un po’ timido. E ricordo che era molto comprensivo.

E lui mi ha detto: “Beh, come pensi di essere andato nella tua prima settimana?” E ho detto, beh, penso di aver fatto bene, ma probabilmente avrei dovuto fare più operazioni. Ha detto, sì, sì, avresti dovuto fare più operazioni.

Non preoccuparti. Basta iniziare a fare trading, facendo le operazioni che dovresti fare. Quindi, ovviamente, una delle più grandi regole del trend following o del trading sistematico è che devi fare tutte le operazioni.

E così mi sono seduta qui, un po’ troppo spaventata e un po’ timida. Ma il tipico Rich, era molto comprensivo e molto, sapeva come trattare con le persone, motivarle ed era una persona davvero gentile. Così alla fine ci ho preso la mano e ho iniziato a fare molto meglio.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. E all’inizio, qual è stata la cosa più difficile? Voglio dire, si trattava di elaborare i segnali o il rischio o si trattava solo di premere il grilletto che trovavi difficile?

[Jerry Parker]
Oh, penso di aver premuto il grilletto di sicuro. Non sono sicuro del perché ora, dopo così tanti anni, ma almeno allora si stava premendo il grilletto, facendo quelle operazioni, acquistando quei breakout e quelli, sai, seguendo il trend. Solo la paura di perdere soldi, fare un’operazione e dover perdere soldi.

Penso che a un certo punto nel tempo, sono sicuro che il secondo problema sia stato uscire dalle negoziazioni troppo rapidamente. Vuoi preservare un profitto. È una specie di no, no.

Sai, devi solo fare le operazioni che il sistema dice di fare. E a volte il sistema dirà: “Devi resistere più a lungo di quanto ti senti a tuo agio a fare”. Ma sembra passato così tanto tempo.

[Niels Kostrup-Larsen]
So che Richard Dennis ti ha insegnato ad amare il tuo sistema. Parlami di questa affermazione. E durante il programma Turtle, quanto tempo pensi che ti ci sia voluto per arrivare al punto in cui hai amato il tuo sistema al 100%?

[Jerry Parker]
Wow. Penso di sì, non so quanto tempo mi ci sia voluto, ma direi sicuramente che il problema nell’amare il tuo sistema è che devi amarne le caratteristiche. Quindi questo è il vero problema.

E le caratteristiche sono che hai meno del 50% di operazioni vincenti, subisci molte piccole perdite. Ci sono grandi profitti che si trasformano in piccoli profitti, i profitti che si trasformano in perdite. Ci sono dei drawdown, ci sono giornate davvero brutte.

E quindi abbracciare tutte queste caratteristiche è molto difficile. Ma immagino che il loro punto fosse: hai fatto il tuo test retrospettivo, hai il tuo sistema. Questa è la tua migliore idea su come fare trading ed essere redditizio.

Quindi dovresti amare tutto di questo. E parte delle caratteristiche di questo sistema è la perdita delle operazioni. Ovviamente ami le tue operazioni in perdita.

Se parte di esso è costituito da drawdown, allora ovviamente ami i drawdown. Una delle vere domande false del test della tartaruga era che un trader dovrebbe amare accettare perdite. È vero perché subire perdite fa parte del tuo sistema e tu ami il tuo sistema.

Quindi penso che ora penso che quello che è successo dopo il programma Turtle è che il problema con l’amare il tuo sistema e gli elementi e le caratteristiche di quel sistema è che forse tu lo ami, ma i tuoi clienti no. Quindi questo ha un grande impatto negativo sul tuo godimento quotidiano della vita. E ancora una volta, questo è il motivo per cui il programma Turtle è così sorprendente, perché il nostro cliente ha capito il trading a differenza della maggior parte dei clienti e ha effettivamente creato quei sistemi e ha creato le Tartarughe.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. No, assolutamente. Ora hai detto che forse l’esperimento non ha favorito il risultato in termini di Tartarughe che escono e sviluppano le proprie aggiunte in larga misura.

E nel tuo caso, tutto questo è venuto dopo. Ma c’è stato qualche tipo di evoluzione del vostro trading, del vostro sistema durante questi quattro anni?

[Jerry Parker]
Non proprio. Penso che la gente, come ho detto, Rich venisse di tanto in tanto a discutere di nuove ricerche. E ho praticamente seguito i suoi consigli sulla ricerca e su come avrei dovuto modificare il mio trading in base alla loro ricerca.

Quindi non avevamo la capacità di creare la nostra ricerca, o almeno io non l’avevo. Ed è stato solo dopo che ho avuto più libertà di usare le mie idee.

[Niels Kostrup-Larsen]
Ora, circa un anno dopo aver iniziato, si è unita la classe successiva di Tartaruga. Questo ha cambiato qualcosa in termini di dinamiche del gruppo? E ce n’è stato qualcuno a cui ti sei avvicinato durante il periodo a Chicago?

[Jerry Parker]
Oh, certo. Penso di essere ancora amico di Jim DeMaria e Paul Raybar, Tom Shanks, Mike Carr. Ma non credo che abbia cambiato troppo l’atmosfera.

Ci siamo divertiti di più, forse. Ricordo che una delle grandi conversazioni che facevamo con le persone della classe Turtle riguardava la politica, lo sport e cose del genere. Ma in realtà, ho sentito il bisogno di ricordare a tutti ogni tanto, che questo è il lavoro più bello di sempre.

Ci stiamo divertendo più di quanto potremo mai fare in tutta la nostra vita. Siamo incredibilmente fortunati ad essere qui. E la vita non sarà mai migliore.

Ed eravamo così felici di scambiare un paio di milioni di dollari. Per me, quello è stato probabilmente il mio apice con Richard Dennis. E non avevo idea che il business delle CTA si sarebbe trasformato in miliardi di dollari in gestione e grandi aziende.

E così non ci si è nemmeno pensato. E all’epoca non mi sembrava necessario. La qualità della vita era così alta quando eravamo lì.

È stato un periodo magico intellettualmente, personalmente, e non potrebbe essere migliore.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo, certo. E quindi quanto è durato? E quando è terminato il programma?

Ed è finita per tutti nello stesso momento?

[Jerry Parker]
Penso che alcune persone se ne siano andate prima che finisse. Credo che sia finita all’inizio del 1988. E così ognuno è andato per conto proprio e ha scambiato i propri soldi o per i clienti.

Ho fondato Chesapeake nel febbraio del 1988. Una delle cose di Turtles è che ci è stato insegnato che per fare trading, devi davvero sforzarti di seguire le giuste procedure e la giusta filosofia nei sistemi e non ascoltare le altre persone. Quindi è stato quasi come se le Tartarughe, quando hanno lasciato il programma di Richard Dennis, avessero una sorta di chip sulla spalla.

Ci aspettavamo che i clienti o altri cercassero di influenzarci e di farci fare il tipo sbagliato di trading, il trading che ci faceva sentire meglio ma che non sarebbe stato così redditizio. Quindi penso che alcune persone non volessero nemmeno avere a che fare con i clienti. Non sono sicuro se avessero una brutta sensazione su come sarebbe andata a finire o se semplicemente apprezzavano il tipo di stile di vita che avevamo, che consisteva nel non avere davvero a che fare con estranei o altri.

Ma era una situazione in cui non sapevo davvero in cosa mi stavo cacciando. Direi che fare trading per altre persone è un gioco molto diverso.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo.

[Niels Kostrup-Larsen]
Voglio passare all’inizio di Chesapeake. Ma prima che lo facessi, hai menzionato quanto sia stato importante Rich come mentore per te in quegli anni. Voglio dire, dopo il programma Turtle, sei rimasto in contatto o anche solo vicino a lui?

[Jerry Parker]
Beh, l’ho visto un paio di volte nel corso degli anni e ho avuto delle belle conversazioni. E poi, circa cinque o sei anni fa, Rich ha ospitato una reunion dei Turtle a Chicago. E quindi è stato divertente e abbiamo avuto la possibilità di vederci e parlare degli anni precedenti.

Ma come ho detto, vedo alcune tartarughe di tanto in tanto, ma comunico con alcune via e-mail e cose del genere.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. Ora, hai menzionato il 1988, Chesapeake inizia il suo giorno. Come hai iniziato?

E inoltre, sapevi da qualche tempo prima che il programma Turtle finisse che volevi andare avanti e avviare un’attività in proprio?

[Jerry Parker]
No, no, no. Come ho detto, non avevo idea che avrei dovuto andare avanti o che avrei guadagnato di più. Semplicemente non avevo il concetto.

E Rich aveva deciso di voltare pagina. E penso che inizialmente il programma dovesse durare cinque anni, quindi alla fine ne è durato quattro. E non credo che qualcuno non vedesse l’ora di uscire e fare trading senza Rich.

Era troppo divertente e stavamo tutti guadagnando bene. E non sapevamo quello che non sapevamo all’epoca, ovvero che l’industria sarebbe cresciuta. Quindi non mi sono mai trovato di fronte alla tentazione di voler andarmene.

[Niels Kostrup-Larsen]
Quindi, quando è finita, come hai fatto, perché almeno a me sembra che sia stata una transizione piuttosto rapida dalla partenza all’inizio effettivo di Chesapeake. Come si è arrivati a questo così in fretta?

[Jerry Parker]
Beh, ho incontrato Paul Saunders alla Kidder Peabody e avevo un track record, che era molto importante, ovviamente, e il track record era buono. E mi ha dato il mio primo cliente. Avevo un conto gestito, due milioni di dollari.

E così, fin dall’inizio, ho capito che avrei dovuto fare trading più piccoli. Penso che in passato, le tartarughe producevano circa il 150-200% all’anno. Il mio peggior drawdown è stato nella primavera dell’86.

Penso di aver perso il 60 per cento in un giorno.

[Niels Kostrup-Larsen]
Wow. Sì, è una perdita.

[Jerry Parker]
Quindi sono salito del 200% e questo è stato dovuto al fatto che probabilmente la maggior parte dei mercati erano davvero di tendenza, in particolare il greggio. E il greggio era in procinto di passare da 40 dollari a 10. Quindi eravamo a corto di un sacco di greggio.

Ed era proprio uno di quei giorni, probabilmente il primo giorno in controtendenza che avevamo vissuto. Ed è stata una giornata in forte controtendenza. E, sapete, fine della giornata, inizio della giornata, più 200, fine della giornata, più 140.

Ma in quell’ambiente, questo è ciò che sapevamo. Questo è ciò che il nostro mentore ci aveva detto di aspettarci. E stavamo seguendo le regole.

E allora? Così, quando ho iniziato Chesapeake, mi sono detto, beh, forse avrei dovuto puntare al 20 per cento. E ricordo di aver fatto quelle prime operazioni con molta meno leva e rischio e mi sentivo un po’ in colpa, come, beh, so che Rich non mi sta guardando, ma mi sento ancora in colpa per aver cambiato il mio approccio qui, il mio approccio al rischio.

Ma appena uscito dagli schemi, ho perso circa il 20 per cento. E poi ho perso il mio cliente. OK.

Wow. Breve introduzione. A quel punto avevo due clienti.

Avevo un cliente da due milioni di dollari e un cliente da 300.000 dollari. Così mi è rimasto solo il cliente da 300.000 dollari. Ma quell’estate abbiamo avuto alcune buone tendenze.

E alla fine dell’estate, stavo guadagnando abbastanza bene e avevo alcuni clienti che tornavano.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. Perché in realtà finisci l’anno. So che siete scesi del 20 per cento nei primi tre mesi, ma chiudete l’anno con un aumento di quasi il 50 per cento.

Quindi, sai, chiaramente le tendenze sono tornate.

[Jerry Parker]
Sì. E non lo ero, avrei dovuto avere più paura di perdere clienti in quel momento. Ma io, ancora oggi, cerco di sbagliare per dire che mi renderò felice e farò quello che penso sia giusto.

E devi solo essere fedele a te stesso e al tuo sistema e non essere troppo preoccupato di perdere i tuoi clienti.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. Quindi in quella fase iniziale, il 1988, stavate semplicemente seguendo le stesse regole del programma tartaruga, ma lo facevate solo con una leva inferiore, direte?

[Jerry Parker]
Direi che è più o meno giusto. Non ricordo come mi sono evoluto. Ma la cosa più importante della mia evoluzione è stata, sia che sia stata per istinto o per ricerca al computer, è sempre stata quella di diventare un po’ più a lungo termine.

Penso che questo si sia dimostrato necessario nel corso degli anni, dato il tipo di instabilità delle tendenze e la quantità di seguaci e computer che seguono le tendenze. E il trend following può essere buono. Andrà bene.

Ma sarà un po’ più instabile con una sorta di drawdown più grandi. Quindi è necessario avere uscite a lungo termine per rimanere nelle tendenze e non continuare a essere frustati dentro e fuori.

[Niels Kostrup-Larsen]
Ma naturalmente, e naturalmente, il 2001 è davvero solo uno dei tre anni in perdita in un periodo di 26 anni. Questo è di per sé un disco straordinario. Ma quando hai iniziato ad evolvere il programma?

[Jerry Parker]
Sai, forse fin dal primo giorno, avevo assunto ricercatori e programmatori per analizzare i mercati. E quindi probabilmente mi stavo evolvendo fin dall’inizio. Penso che fosse parte del pensiero di Richard Dennis che fosse una sorta di obbligo continuare a fare ricerche, analizzare i mercati.

Magari per aggiornarli, parametri basati su come cambiano i mercati, ma anche scoprire cose nei dati passati che prima non si erano scoperte. Quindi penso che, nel bene e nel male, mi sono evoluto da quando ho iniziato. E a volte mi sono evoluto nella direzione sbagliata.

E ho dovuto correggermi. Penso che nei primi anni 2000, i miei sistemi erano forse un po’ troppo ottimizzati e avevano alcuni sfortunati componenti non trend-following di cui mi sono sbarazzato a metà nel periodo del 2007. Certo.

[Niels Kostrup-Larsen]
Beh, potremmo parlarne un po’ più tardi. Ma nelle prime fasi della tua ricerca, ti ricordi su cosa ti stavi concentrando? Si è trattato principalmente di differenze temporali o di diversificazione del mercato?

Cosa ricordi di ciò su cui ti stavi concentrando all’inizio?

[Jerry Parker]
Oh, sono sempre stato molto concentrato sulla diversificazione e sull’aggiunta di mercati e sull’essere il più veloce possibile nell’adottare i mercati non statunitensi. E poi i futures su singole azioni. Quindi sono sempre stato molto preoccupato di fare trading sul maggior numero possibile di mercati e di rinunciare al mio budget di rischio tra il maggior numero possibile di mercati, anche se sono in qualche modo correlati, non saranno correlati al 100%.

Quindi mi piace scambiarli tutti.

[Niels Kostrup-Larsen]
Sì, perché in realtà ci stavo ripensando, perché ovviamente ho avuto il piacere di lavorare per te a metà degli anni ’90. E mi sembra di ricordare, ma correggimi se sbaglio qui, che anche a metà degli anni ’90, stavi guardando o forse avevi già implementato alcuni dei futures su singole azioni, così come i tradizionali mercati dei futures. È giusto?

O è arrivato dopo?

[Jerry Parker]
Giusto. Potremmo non aver negoziato i futures su singole azioni, ma so che abbiamo iniziato a negoziare azioni cash, contratti per differenza, forse alcune opzioni, futures sintetici nei mercati delle opzioni. Così ci abbiamo provato, abbiamo fatto altre cose.

Ma una volta che noi, una volta che i futures su singole azioni e una Chicago sono iniziati, per molto tempo, siamo stati praticamente l’unica CTA a utilizzare quei mercati. E tu mi hai fatto un’altra domanda, tipo che tipo di altra ricerca stavo facendo. Direi solo che non me lo ricordo, ma so cosa non stavo facendo.

Non mi interessava aggiungere nulla al trend following. Non mi interessava nulla di controcorrente, di mean reversion. E ho appena comprato questa roba amo, lenza e piombo quasi come nessun altro.

E direi che mi classifico come una persona molto flessibile e in qualche modo, sai, voglio dire, direi che ho una mentalità aperta, ma probabilmente scambio la filosofia del sistema originale il più umanamente possibile. Perché non so cosa facciano le altre tartarughe, come commerciano necessariamente. Ma come ho detto, la cosa più importante che abbiamo fatto è stata estendere il nostro periodo di detenzione.

Ma onestamente, e sono in questo settore da 30 anni. Ho parlato con molte persone. Ho letto molto materiale.

Cambierei in un batter d’occhio, in un istante, se potessi migliorare. Ma non ho visto niente di meglio di quello che ci è stato insegnato. Soprattutto considerando il fatto che sbaglierò sempre dalla parte dei sistemi robusti e sarò conservativo e non cercherò di fare cose che aggiungano cose ai miei sistemi che ne indebolirebbero l’affidabilità.

Come hai detto tu, non abbiamo mai avuto un periodo così buono come nei primi anni in cui abbiamo fatto soldi quasi ogni anno. E questo è e penso che sia abbastanza buono. Parte del trend following, avrai la volatilità.

Sarete tentati di ridurre questi drawdown e di ottenere profitti più frequentemente. E sarete tentati di farlo in modi che non credo saranno utili a lungo termine. Ma penso che resistendo a questo e creando sistemi che hanno la tendenza a fare soldi quasi ogni anno, i clienti risponderanno a questo.

E credo che questo sia una sorta di compromesso. Se sei disposto a sederti attraverso alcuni drawdown e seguire le regole e non avere i tuoi sistemi con troppi parametri e troppe regole, allora ciò aumenterà l’affidabilità dei sistemi e la capacità di fare soldi quasi ogni anno.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. Verso quali direzioni sei stato attratto e cosa ti ha spinto a guardare in quella direzione?

[Jerry Parker]
Questa è una buona domanda. Penso che, sai, stavamo andando in alto e in cima. E, sai, dal momento che abbiamo dimostrato che possiamo fare soldi molto frequentemente, cosa c’è dopo?

Bene, abbiamo bisogno di una cosa dopo è sbarazzarci di tutti quei brutti drawdown. Quindi penso che abbiamo cercato di ridurre al minimo i drawdown e il tipo di parti negative, le parti che alla gente non piacciono del trend following, abbiamo finito per sbarazzarci anche di alcune delle parti buone. E così, essenzialmente, il modo in cui lo descriverei è che tutti sono tentati, tutti, la maggior parte delle persone lo fanno.

E questo significa mettere cose nei vostri sistemi che essenzialmente vi fanno tagliare i vostri profitti. A destra. C’è una grave limitazione alla ricerca e ai miglioramenti tra virgolette, presumibilmente i miglioramenti sul tuo sistema sono che migliorano il test a ritroso, ma non migliorano il futuro.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo, certo. Ora, prima di passare al punto successivo, volevo rimanere un po’ con quello che hai appena detto, vale a dire che, sai, alla gente non piace il lato negativo del seguire le tendenze. Ma so che l’hai già sentito, e spero che tu sappia cosa intendo quando dico questo.

E cioè che in realtà hai una convinzione molto forte che seguire il trend sia la strategia di investimento meno rischiosa, che per molte persone non è esattamente come la vedono. Puoi spiegarci un po’ perché sai che è così?

[Jerry Parker]
Oh, beh.

[Niels Kostrup-Larsen]
E immagino che vada alla filosofia di ridurre le perdite, lasciare che i vincitori corrano, ecc. ecc.

[Jerry Parker]
Giusto. Credo. Penso solo che quando si analizza il trend following che ho fatto e il modo in cui mi è stato insegnato, non c’è alcuna componente che non vorresti, non vorresti abbracciare.

Questi mercati sono molto pericolosi e competitivi. E quindi il mio primo elemento dei miei sistemi è la diversificazione. Sai, non voglio diventare meno diversificato.

Non suona bene. Voglio essere più diversificato. Voglio avere pantaloncini corti e partecipare a molte tendenze diverse e mercati diversi possibile.

Il secondo sarebbe la caratteristica sistematica che ha. Voglio testare le mie regole e assicurarmi che funzionino. Voglio che la dimensione del mio campione sia di migliaia di operazioni.

E io voglio seguire queste regole. Non credo sia appropriato sbarazzarsi dell’approccio sistematico e fare trading senza le regole o senza seguirle. Penso che la terza parte sia la natura a lungo termine.

Voglio dire, penso che dovresti essere a lungo termine solo quanto è necessario. Tutti desiderano fare trading a breve termine. I drawdown saranno minori.

Il dolore sarà minore. Ma devi solo trovare quel punto debole in cui puoi continuare a fare soldi. Non possiamo avere, non possiamo costruirci come trend follower e poi vedere un trend di due o tre anni dell’oro, per esempio, e non facciamo molti soldi perché continuiamo a entrare e uscire.

E quindi penso che tutti gli elementi del trend following, prendere piccole perdite, lasciare che i tuoi profitti corrano. Queste sono tutte cose che sono in ultima analisi necessarie per avere un buon approccio al controllo del rischio in questi mercati. Ora, penso che le CTA e Chesapeake in particolare, diciamo, abbiano adottato questo approccio e questa filosofia incredibilmente grandi e l’abbiano gestita male in modi diversi e in momenti diversi.

Uno di questi sarebbe probabilmente una leva finanziaria eccessiva, un trading troppo grande. Quindi, se fai trading troppo grande e hai drawdown del 30 e 40 percento, il cliente principale non può vedere tutti questi vantaggi e sperimentarli perché la leva è semplicemente troppo per lui. Quindi penso che come industria, le commissioni, a volte le commissioni sono state troppo alte, le commissioni sono state troppo alte, la leva finanziaria è troppo alta, eccetera, eccetera.

Quindi tutte le grandi caratteristiche sono state sopraffatte da alcune delle nostre decisioni aziendali sbagliate.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. E immagino, voglio dire, durante gli anni 2000, ovviamente, la tua attività è cresciuta ed è diventata, credo, la più grande, la seconda più grande CTA al mondo. E, naturalmente, gli investitori sono diventati sempre più istituzionali.

Questo ti ha messo sotto pressione, secondo te, per adattarti e cercare di conformare la strategia più ai gusti dell’investitore e ai suoi gusti piuttosto che alle tue convinzioni e al tuo gusto di come dovrebbe essere?

[Jerry Parker]
Beh, solo nel senso che, col senno di poi, si trattava, credo, di un programma a bassa leva finanziaria, che si tentava di guadagnare circa il 10% all’anno, sarebbe stata un’idea migliore da un punto di vista commerciale. Quindi, sì, credo. E poi penso che abbiamo resistito all’idea della gestione del portafoglio e della gestione della volatilità. E poi quello.

[Niels Kostrup-Larsen]
In che modo, Terry?

[Jerry Parker]
Ho appena parlato con altre CTA e mi hanno detto, beh, se la volatilità è in un trade aumenta, diminuiremo la nostra posizione. La volatilità, il portafoglio supera un certo livello. Faremo una sorta di operazioni non di sistema che negoziano più operazioni di tipo gestione del portafoglio.

E penso che abbiamo resistito e penso che abbiamo fatto bene a resistere perché non penso che troppo di quel tipo distrugga il sistema di base e la robustezza del nucleo del trading in generale. Ma in un periodo come gli ultimi quattro o cinque anni, in cui non ci sono molte grandi tendenze e si riducono i profitti, la cosa tendeva a funzionare. Quindi non penso che sia qualcosa che dovresti fare, ma le cattive idee possono funzionare per un lungo periodo di tempo.

Questa è una delle cose che Rich ci ha detto è che se perdi il 50% dei tuoi soldi, verrai licenziato. E lui ha detto, sai una cosa, guarderò tutto questo in base a quanto bene stai seguendo le regole. E quindi se stai facendo soldi ma non segui le regole, potresti anche essere licenziato.

Ma se stai perdendo soldi e stai seguendo le regole, allora potrebbe andare bene. Quindi penso che questo sia un po’ il problema con la valutazione dei trader, sai, in un campione di piccole dimensioni è che le cattive idee possono sembrare funzionare. E penso che qualsiasi idea che tagli i tuoi profitti nello spazio che segue il trend, penso che nel complesso, alla fine non funzionerà molto bene.

[Niels Kostrup-Larsen]
Sai, il 2005, il 2006 e il 2007 non sono stati grandi anni per l’industria, anche se hai fatto soldi attraverso questo. E immagino che questa sia stata una delle volte in cui molte persone hanno dichiarato morto il trend following. Ma poi, naturalmente, come sappiamo, arriva il 2008, che è stato un grande, se non uno dei migliori anni per l’industria nel suo complesso.

Ma in tutta onestà, non è stato un anno eccezionale per te. Perché, secondo lei, è stato così, se posso chiedere?

[Jerry Parker]
Buona domanda. Penso che ci siano successe un paio di cose nel 2008. Uno è che abbiamo avuto un periodo davvero brutto nel 2007 che ci ha causato un grande drawdown.

E abbiamo ridotto la nostra leva finanziaria nel momento sbagliato. E questo si è ripercosso nel 2008. Così, nel 2007, abbiamo fatto trading in modo particolarmente aggressivo.

Siamo entrati in un brutto drawdown e abbiamo ridotto la nostra leva. E poi l’abbiamo mantenuto a quel livello per tutto il 2008 durante un periodo di tempo molto buono. Quindi, ancora una volta, la leva che una CTA sceglie è così importante.

E avrà un impatto sul tuo modo di fare trading e sulle tue prestazioni. Quindi è meglio avere un uso moderato della leva finanziaria e non entrare in queste brutte situazioni e mantenerlo in qualche modo costante. E scegli una leva che puoi mantenere costante nel tempo.

L’altra cosa è che abbiamo scambiato di più sul lungo termine. E nel 2008 i nostri sistemi hanno sottoperformato. Ma nel 2009 hanno sovraperformato.

[Niels Kostrup-Larsen]
Esatto.

[Jerry Parker]
Lo vediamo accadere. Penso che nel 2012, per diversi motivi, abbiamo sottoperformato. E poi abbiamo sovraperformato nel 2013.

Quindi è lo yin e lo yang. È una specie di altalena. Anche questa è una delle cose di cui la gente non parla abbastanza.

Sai, dopo un certo periodo di prestazioni insufficienti, sei un po’ tentato di armeggiare con i tuoi sistemi e chiamarla ricerca. E poi, non appena si implementa la nuova ricerca, si scopre che i sistemi più vecchi avrebbero funzionato meglio.

[Niels Kostrup-Larsen]
L’ho visto anche un paio di volte, di sicuro. Ora, negli ultimi quattro anni, l’hai menzionato un paio di volte, e sappiamo tutti che sono stati certamente impegnativi. C’è qualcosa nel tuo, nel modo in cui lo guardi, che ti fa pensare che qualcosa sia cambiato?

So che possiamo parlare, cosa che non credo sia necessaria, che c’è stata molta manipolazione esterna e così via. Ma di recente ho anche sentito che Larry Hite dell’ISAM ha fatto uno studio che risale a 800 anni fa, credo, o giù di lì. E, sai, guardando quei numeri, hanno concluso che questa è una sorta di fase normale all’interno di un quadro più ampio.

Condividete questo punto di vista, ed è perché forse guardiamo indietro solo di 20, 25 anni quando parliamo di performance CTA, che pensiamo che gli ultimi quattro anni siano insoliti?

[Jerry Parker]
Penso decisamente che sia insolito. Penso che, e forse ne parleremo più avanti, ma penso che valga la pena esplorare le differenze tra trend following e managed futures. Penso che seguire il trend sia fantastico quando i mercati sono in trend.

Quindi il nostro fondo azionario ha guadagnato il 65% l’anno scorso. Fantastico. E sono sicuro che sarò contento del modo in cui gestirà l’inevitabile inversione di alcuni di questi titoli e dei mercati azionari in generale.

Rispetto ad altri modi di liquidare tali operazioni. Ma penso che il problema con l’industria dei futures gestiti, o con Chesapeake in particolare, sia che il 40-50% della nostra esposizione al rischio e del nostro budget di rischio era nelle materie prime. E si sono appiattiti per quattro o cinque anni.

E così sembra che non sappiamo più cosa stiamo facendo. Sembra che il trend following sia rotto. Ma forse ciò che non funziona è una parte del nostro processo decisionale di rendere le materie prime il 50% della nostra esposizione al rischio.

Gli stessi sistemi che hanno avuto una sorta di prestazioni scarse o nessuna prestazione si applicano a mercati di tendenza di tipo più normale con risposte molto diverse. Quindi, come ho detto, penso che il trend following si interrompa se si fa trading troppo a breve termine. Ha smesso di funzionare alla fine degli anni ’90, l’approccio a breve termine.

Ma l’approccio a lungo termine continua a funzionare molto bene. Ma niente funzionerà bene. Funziona come dovrebbe quando i mercati non sono in trend.

Ed è più una decisione aziendale che una decisione di costruzione del portafoglio sulle CTA piuttosto che i sistemi stessi. Le CTA erano davvero grandi e non potevano scambiare più del 10 o 20% di materie prime hanno fatto molto meglio. Sì, no, è vero.

Il fatto che questo fosse un grande svantaggio non avere tutta questa grande diversificazione che si può ottenere nelle materie prime è diventato un grande vantaggio. Perché i portafogli delle CTA più grandi si sono concentrati principalmente in azioni e tassi di interesse.

[Niels Kostrup-Larsen]
Ora, prima di lasciare l’argomento sulle perdite, so che sei stato citato da Michael Covell per aver detto qualcosa del tipo, io dicevo che prendiamo una piccola perdita, ma penso che sia meglio prendere una perdita ottimale. Puoi dirmi un po’ cosa significa veramente e perché è così importante guardarlo in questo modo?

[Jerry Parker]
Oh, penso che molto rapidamente il computer possa dirti qual è il posizionamento ottimale dello stop loss e come calcolare lo stop loss ottimale. E quindi non voglio, è un po’ poco specifico dire, prendo piccole perdite. Ebbene, cosa significa?

Perché una perdita troppo piccola continuerà ad arrivare, sarai semplicemente frustato e la tua percentuale di operazioni vincenti sarà troppo bassa. E la dimensione dello stop loss e del trailing stop avrà un impatto diretto sulla tua percentuale di vincita. E quindi solo perché sei disposto a fare trading con un sistema che è al 40 percento, il 40 percento di operazioni vincenti non significa che, o meno del 50 percento, non significa che tu voglia essere tra i 30 e i 20 anni.

Quindi vuoi uno stop loss che sia in qualche modo ottimale, nel senso che le percentuali di vincita sono intorno ai 40 anni, e poi non continui a entrare e uscire molto. Ci sono i costi di trading, i costi di slippage e le commissioni. Ma non vuoi che il tuo stop loss sia troppo grande.

Quindi penso che sia meglio guardare a queste cose in termini più specifici piuttosto che dire qualcosa di generale.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo, certo. Ora, mi chiedo, questo non è specifico per il tuo trading, ma più specifico per la tua esperienza. E cioè, quando le persone guardano alla performance e devono decidere con chi investire, ovviamente guardano ai numeri storici.

Ma pensi che i track record storici siano davvero così significativi da guardare per gli investitori quando fanno le loro ricerche? E se no, cosa guarderesti? A cosa incoraggeresti gli investitori a guardare quando fanno le loro ricerche per decidere?

[Jerry Parker]
Penso che dovresti assolutamente guardare i track record, non c’è dubbio. E la cosa più importante di un track record è la longevità e, ovviamente, le prestazioni. Penso che il problema con l’osservazione dei track record sia che si può arrivare alla conclusione di sapere chi sono i primi cinque trader.

E quindi l’idea migliore è quella di assumere 20 trader che abbiano tutti un aspetto abbastanza decente e buono e che siano stati in grado di rimanere in attività e resistere a molti ambienti diversi. Ma non pensare nemmeno per un minuto di poter individuare chi saranno i primi cinque in futuro. Il nocciolo della questione è che la maggior parte di queste CTA e dei sistemi di trend following sono in qualche modo in grado di guadagnare la stessa quantità di denaro.

Questa è la nostra esperienza ed è stata la nostra ricerca che ha dimostrato che ogni diverso set di parametri avrà prestazioni migliori e peggiori nel tempo. Ma dopo un periodo di 20 o 10 anni, la performance sarà più o meno la stessa. E penso che la gente non voglia sentirselo dire.

Vogliono essere in grado di separare i diversi commercianti o persone in buoni e cattivi. E così sono totalmente scioccati quando il miglior manager ha un anno scarso o un brutto periodo, come se potesse sfidare le leggi sotto le quali tutti noi, il resto di noi.

[Niels Kostrup-Larsen]
Certo. E questo è davvero un buon punto perché in realtà, senza fare nomi, abbiamo visto un esempio di quello di una CTA multimiliardaria che è stata nominata la migliore al mondo e i successivi 12 mesi non sono stati in realtà così grandi. Quindi si verifica davvero.

Quindi penso che questo sia un punto molto importante. E per quanto riguarda gli investitori in generale, voglio dire, la maggior parte delle persone al giorno d’oggi e sicuramente nel 2014, non apprezza o non ama il tipo di strategie sistematiche di trend following. Che cosa c’è, secondo te, che non capiscono, che non capiscono e/o non riescono a capire cosa fanno queste strategie?

[Jerry Parker]
Penso che la più grande lamentela che le persone hanno ora.

[Niels Kostrup-Larsen]
Ed è il modo migliore per dimostrarci che ami il podcast. Ci vediamo la prossima volta sui top trader unplugged.

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